Meglio noto come transitorio, il concorso riservato ai docenti abilitati della II fascia delle graduatorie di istituto sta cambiando la sua fisionomia. La non ripetibilità dell’anno di prova dell’originario FIT è stata abolita grazie all’opera della VII Commissione Istruzione. La conferma di legittimità della procedura riservato agli abilitati, statuita dalla sentenza della Corte Costituzionale, ha mantenuto la validità dell’intero impianto realizzato con il decreto legislativo 59/2017. Resta tuttavia ancora molto lavoro da fare per eliminare le asperità residue ancora presenti sul transitorio.

Le percentuali di immissioni in ruolo

La lentezza con la quale si muovono gli USR regionali per completare gli organici delle commissioni, rischia seriamente di vanificare le aspettative di decine di migliaia di docenti ancora in attesa di conoscere le date di convocazione ai colloqui orali. Analoghe difficoltà si riscontrano in fase di pubblicazione delle graduatorie di merito regionali dovute al superlavoro cui sono sottoposti causa mancato adeguamento degli organici.

Appoggio sindacale

Su questo versante si registra una novità importante. I docenti abilitati hanno ottenuto l’appoggio della UIL Scuola che ha garantito l’impegno per sbloccare lo stallo. Molto presto partirà una campagna di diffida a tutti gli uffici scolastici regionali a pubblicare con sollecitudine le graduatorie di merito entro questa estate. Settembre è ormai alle porte e i docenti abilitati non possono rischiare di perdere anche quest’anno.

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Nell’immagine sopra esposta sono ritratti Pino Turi (UIL SCUOLA) e Margherita Stimolo, presidente del CNDA, che si sono incontrati per intervenire sulle criticità ancora presenti sul transitorio.

Interventi politici

Dal canto suo anche la politica continua a fare la sua parte. Il presidente della VII Commissione Senato, sen. Mario Pittoni, ha elaborato una proposta di emendamento che mira a preservare la percentuale del 100% dei posti da graduatoria di merito regionale spostandola al 2019. Di seguito il testo integrale.

Cosa resta ancora da fare

Se fin qui le modifiche apportate sono positive non può dirsi ancora finito il lavoro delle correzioni da effettuare. L’accordo per consentire di partecipare alle procedure di mobilità a coloro che hanno avuto la pubblicazione delle graduatorie di merito nel 2018 deve essere ancora integrato, consentendo agli interessati di ottenere la priorità per l’immissione in ruolo anche su base interregionale. Va eliminata anche la disposizione che prevede la cancellazione dalle graduatorie nelle quali si è ancora presenti. Ma la modifica più importante è senza dubbio quella relativa al blocco della mobilità quinquennale per i docenti che hanno affrontato il colloquio orale nel 2019. Devono poter ottenere tutti le stesse condizioni per evitare discriminazioni incostituzionali.