Ancora aumento posti per SFP? Rischio di formare (e male) nuovi precari
Ancora aumento posti per SFP? Rischio di formare (e male) nuovi precari

Aumentano i posti per SFP – Il Miur aumenterà i posti disponibili per le immatricolazioni ai CdL in Scienze della formazione primaria per l’a.a. 2019/20: ai 6789, già previsti per l’anno scorso, si aggiungeranno ulteriori 270 posti.

Aumento dei posti per SFP: cresce il precariato

Le motivazioni dell’aumento dei posti per SFP si basano esclusivamente sulla richiesta di supplenze e anche al di fuori della scuola statale, non tenendo conto delle ridotte possibilità di stabilizzazione che avrebbero i nuovi docenti laureati.

Con l’approvazione del Decreto Dignità dell’agosto 2018, le immissioni in ruolo annuali del concorso ordinario, si dimezzeranno soprattutto per i laureati, passando dal 50% al 25% del totale.

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Infatti, più di 42000 docenti in possesso del diploma magistrale ante 2001-2002 stanno partecipando al concorso straordinario non selettivo per infanzia e primaria e, nei prossimi anni, saranno immessi in ruolo, sottraendo posti a bando dei prossimi concorsi ordinari, non banditi in alcune regioni, soprattutto del meridione, in cui risultano piene sia le GaE, sia le GM 2016.

Di fronte a questo squilibrio, il Miur dovrebbe perlomeno mantenere stabile il numero di posti di Scienze della Formazione Primaria, poiché un aumento del contingente, non basato su una reale richiesta di insegnanti, produrrà solo nuove generazioni di precari della scuola.

Il corso di laurea

Inoltre, da non sottovalutare è la qualità formativa accademica dei futuri docenti. Il corso di laurea quinquennale non è costituito da sole lezioni frontali, ma da laboratori e tirocini, da attività pratiche, che richiedono spazi e tempi adeguati per una migliore formazione professionale. Aumentare ancora i posti a disposizione significherà mettere a rischio la qualità della didattica offerta agli studenti.

Considerando che il corso di laurea è l’unico percorso abilitante in itinere all’insegnamento con tasse universitarie esose, è lecito chiedersi se ci sia davvero bisogno di più insegnanti o se il MIUR abbia solo bisogno di far cassa.

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