Dislessia: Andrea Delogu nominata ambasciatrice AID
Dislessia: Andrea Delogu nominata ambasciatrice AID

Andrea Delogu (37 anni), celebre conduttrice televisiva e talentuosa scrittrice, è stata nominata ambasciatrice italiana AID (Associazione Italiana Dislessia). L’AID è un’organizzazione no-profit operante sull’intero territorio italiano. Obiettivo dell’associazione è aumentare la conoscenza e la comprensione della realtà Dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento in generale. Sono due milioni le persone interessate a tali patologie.

Dislessia: Andrea Delogu ambasciatrice AID

La nomina di Andrea Delogu è stata fortemente voluta dall’AID, dopo l’ammirevole impegno della conduttrice e scrittrice, che si è prodigata nel sensibilizzare il pubblico sul tema DSA. Questo, anche grazie alla sua opera cartacea “Dove finiscono le parole” (Edizioni Rai Libri).

Il libro racconta con gentilezza, verità ed ironia la vita di Andrea con la dislessia, uno dei più comuni disturbi specifici dell’apprendimento. Parte del ricavato dell’opera verrà devoluta ai giovani con DSA. 

Le dichiarazioni di Sergio Messina

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Sergio Messina, presidente AID, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi che Andrea Delogu abbia accettato di diventare nostra ambasciatrice. Andrea è riuscita ad abbattere pregiudizi e stereotipi sui DSA, non solo tramite i suoi libri, ma anche attraverso interventi radiofonici, televisivi e sulla carta stampata”.

Messina ha continuato: “C’è ancora molta strada da fare per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma crediamo che insieme riusciremo a parlare sempre più di disturbi specifici dell’apprendimento, con consapevolezza ed attenzione, in tutti gli ambiti e fasi della vita”.

Il libro di Delogu: “Testimonianza e terapia”

Riguardo questa onorevole nomina, Andrea Delogu ha aggiunto: “È un piacere ed un onore ricevere questa nomina da parte dell’AID, organizzazione che stimo molto per il suo lavoro di divulgazione e che oltre 20 anni porta avanti sui disturbi specifici dell’apprendimento e sulle tematiche fondamentali connesse”.

Riguardo la sua opera, “Dove finiscono le parole”: “Il mio libro è un insieme di testimonianza e terapia, la storia di un percorso e di tutte le tappe che lo hanno composto”.