Scuola, Rete studenti e UDU: 'Flash Mob al Miur, giù la maschera'

Tempi duri in arrivo per l’università italiana. Anche gli studenti italiani dovranno contribuire al pagamento dei due miliardi di euro, congelati tramite l’ultima legge di bilancio, che il Governo ha deciso di tagliare in maniera definitiva, con l’obiettivo di contenere il deficit 2019. Tali aggiornamenti arrivano dalla delibera poc’anzi adottata dal Consiglio dei Ministri.

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Università: arrivano i tagli, il punto di Enrico Gulluni

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Enrico Gulluni, coordinatore nazionale UDU, ha dichiarato: “100 milioni saranno all’Università e ricerca. Già in occasione dell’approvazione della scorsa legge di bilancio avevamo denunciato tali ‘accantonamenti prudenziali’: 30 milioni sul Diritto allo Studio, 30 sulla ricerca e 40 milioni su Fondo di Finanziamento Ordinario, un ulteriore attacco a un sistema già pesantemente sottofinanziato quale quello dell’università e della ricerca”.

Gulluni ha continuato: “Il Viceministro Fioramonti non si era fatto attendere rispondendo alle accuse portate avanti dagli studenti universitari con queste parole: ‘Ovviamente, ci sarà tutto l’impegno da parte mia e del governo nel cercare di evitare che questi accantonamenti ‘obbligatori’ previsti nella salvaguardia divengano effettivamente tagli, e se il nostro Paese saprà rispettare gli impegni presi , come tutti crediamo, quei soldi diverranno nuovamente disponibili.” Gulluni ha fatto notare come tali promesse si siano rivelate, in realtà, parole vuote.

Le dichiarazioni di Gianmarco Manfreda

Gianmarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha dichiarato: “Questo governo prova a convincere l’Europa a bloccare la procedura d’infrazione per debito eccessivo, e lo fa sulla pelle degli studenti. È inaccettabile che manovre  dannose e propagandistiche come il reddito di cittadinanza e la flat tax, uniti ad una gestione scellerata del debito pubblico, debbano ricadere sugli studenti italiani”.

Manfreda ha continuato: “Per questo ci siamo sorbiti Di Maio continuare a ripetere come una macchinetta che sarebbero stati il primo governo a investire su scuola e università mentre invece continua, in perfetta linea con i precedenti governi, a considerare istruzione e formazione come casse da prelevare fondi, andando ad aggravare la condizione già disastrata del diritto allo studio in Italia, il tutto nel silenzio più assordante del Ministro dell’istruzione Bossetti”.