Università: aumentano i posti alla facoltà di Medicina e Chirurgia
Università: aumentano i posti alla facoltà di Medicina e Chirurgia

È tramite una nota stampa che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha reso noto come il ministro Marco Bussetti abbia firmato i decreti  che stabiliscono il numero di posti banditi per le prove d’ingresso e i corsi di laurea a numero programmato nazionale per l’anno accademico 2019/2020.

Sono in tutto 11.568 i posti per Medicina e Chirurgia e 1.133 quelli per Odontoiatria. A dichiararlo è il coordinatore UDU Enrico Gulluni: “Questo aumento dei posti, che avviene in un momento in cui emerge lo stato di crisi del Sistema Sanitario Nazionale, non fa altro che testimoniare cioè ormai diciamo da tanti anni, ovvero il fallimento della programmazione degli accessi nell’area medica, che complici anni di sotto finanziamento della Sanità Pubblica, hanno portato allo stato di profonda emergenza in cui ci troviamo oggi.”

Università: le perplessità di Enrico Gulluni

A tal punto, Enrico Gulluni ha continuato: “Alla luce di questo rimaniamo molto sorpresi dalle dichiarazioni del Ministro Bussetti, dove sottolinea che questo Governo sta mantenendo le promesse fatte, portando avanti un’azione strategica, sia nell’interesse dei nostri giovani che del Paese, e crediamo fortemente che sia arrivato il momento di smascherare l’atteggiamento che questo governo continua a mantenere, creando attraverso piccoli contentini l’illusione di reali possibilità di cambiamento e di rilancio del Nostro Paese.”

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Appresso: “Noi al contrario crediamo che questo aumento di poco più di 2 mila unità sia assolutamente insufficiente e che sia necessaria una seria inversione di rotta e chiediamo che si riparta dal rifinanziamento della Sanità Pubblica e dall’elaborazione di un piano strategico che metta al centro la formazione dei giovani medici. Serve un’azione concreta di revisione degli accessi capace di risolvere immediatamente l’imbuto formativo delle Scuole di Specializzazione dell’Area Medica, adeguando il numero di posti e le Borse al numero di laureati dell’area medica dell’anno precedente. Occorre che si ritorni a finanziare l’Università e la ricerca, così da poter ampliare il numero di studenti e da innalzare la qualità della didattica degli Atenei, così da poter mettere in campo un modello di progressiva apertura dei corsi di laurea di Area medica così poter garantire alla fine del percorso di formazione dei futuri giovani medici un numero maggiore di ingressi nel Sistema Sanitario Nazionale, che deve obbligatoriamente essere potenziato ed ampliato.”

Conclusioni

Secondo quanto affermato alla fine da Gulluni, è arrivato il momento di finirla con “slogan” e “interventi tappabuchi”. Sarebbe ora di tornare a finanziare Sanità e Istruzione, affinché possano tornare a crescere in maniera eguale. Questo, allo scopo di garantire il Diritto allo Studio e il Diritto alla Salute per tutti.