I diplomati magistrali stanno vivendo giorni di estrema incertezza a causa di tantissime incongruenze create dalla decisione di immettere in ruolo solo chi era in possesso di un servizio di due annualità nelle ultime 8. All’opinione pubblica risulta difficile comprendere come mai la categoria sia ancora in stato di agitazione. In Piemonte i diplomati magistrali hanno organizzato ieri un presidio presso la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale Piemonte. Con questa iniziativa si intende portare a conoscenza di tutti l’esigenza di non abbassare il livello dell’attenzione per evitare ancora una volta discriminazioni ingiustificate.

I punti in questione

In gioco non c’è solamente l’esigenza della continuità didattica da garantire alle scuole. Molti colleghi sono ancora all’oscuro dei meccanismi attraverso i quali si muove la macchina ministeriale. Le istanze dei diplomati magistrali sono state spiegate attraverso un servizio trasmesso dal TGR Piemonte. In questo video dal minuto 0.53 Carla Traverso, una rappresentante del Coordinamento DMA Piemonte che era stato ricevuto dall’USR Piemonte al quale sono state illustrate le richieste della categoria, spiega quali sono i problemi rimasti irrisolti.

Tutti devono sapere

La prossima settimana l’iniziativa di organizzare un presidio potrebbe essersi anche alla regione Liguria. In questo modo si tenta di sensibilizzare tutti i colleghi al fine di comprendere esattamente come stanno le cose. Ciò che è stato disposto in Lombardia non si può automaticamente replicare in Piemonte. È sempre il Coordinamento DMA Piemonte a spiegare che cosa occorre in un comunicato stampa del quale avevamo già parlato in un altro nostro contributo.

Sintesi

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Per le cattedre a 20 ore alla superiori l’USR Piemonte spiega il fenomeno come contenimento di eventuali altri posti precari. Sulla legge 68/99 informa che essendo un concorso straordinario non è prevista alcuna quota di riserva. Per la proroga dei contratti interrotti per licenziamento e la continuità didattica al 30/06 si attende un nuovo dispositivo ministeriale.