Il governo Conte ha manifestato l’intenzione di procedere alla stabilizzazione dei docenti precari mediante i concorsi straordinari riservati a chi è in possesso del servizio conseguito presso la scuola statale. La Corte Costituzionale ha confermato la piena legittimità delle procedure riservate a chi è in possesso di requisiti specifici.

I diplomati magistrali hanno potuto usufruire delle disposizioni contenute nel decreto dignità per il quale è stato possibile bandire un concorso riservato per coloro che possedevano 2 annualità di servizio nelle ultime 8.

Tuttavia, il limite delle due annualità imposto nella precedente sessione riservata ai docenti della scuola primaria e dell’infanzia, contiene una contraddizione in termini.

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TUTTI IN POSSESSO DEL MEDESIMO TITOLO ABILITANTE, ma esclusi in virtù di un limite che non può escludere il ricorso al contenzioso da parte di chi non è riuscito a concludere la seconda annualità completa, utile a maturare il requisito richiesto per la partecipazione.

Molti laureati in Scienze della Formazione Primaria e diplomati magistrali ante 2001/2002, per pochissimi giorni di servizio mancanti nell’anno scolastico 2018-2019, sono rimasti esclusi dalla possibilità di ottenere la stabilizzazione raccomandata dall’esecutivo Conte.

Nasce oggi il Coordinamento docenti infanzia e primaria con 180 giorni di servizio, allo scopo di chiedere alla politica di non replicare gli stessi tragici errori del passato. accogliendo le nostre istanze per una sessione bis riservata a loro, gli esclusi dal concorso riservato 2018/2019, purché in possesso di almeno una annualità, comprendendo anche i colleghi delle paritarie con le  medesime caratteristiche.

Siamo aperti al dialogo con le istituzioni, con i sindacati e tutte le rappresentanze di docenti per trovare delle soluzioni idonee volte a superare le criticità che spesso vengono riscontrate nella fase di studio da parte dei tecnici del Miur. Vorremmo poter offrire la nostra collaborazione mediante la partecipazione ai tavoli che verranno istituiti per decidere le procedure concorsuali da applicare nei prossimi decreti.

La politica ci ascolti e non ci releghi in un cantuccio, lì buoni ad accettare decisioni calate dall’alto non ben ponderate, che avrebbero soltanto l’effetto di peggiorare la precaria situazione nella quale vivono i precari (passateci questa imperfezione sintattica nell’esposizione del nostro pensiero) perché gli effetti negativi si propagherebbero ben oltre.

Impedire loro di partecipare al concorso straordinario significherebbe lasciarli esposti al gran disordine delle supplenze che ogni anno vengono disposte, impiegandoli ogni anno in una scuola diversa, a detrimento di quella continuità didattica che per gli alunni più fragili è indispensabile ai fini di garantire le stesse possibilità di apprendimento e integrazione dei coetanei, con conseguenti ripercussioni psico-sociali nelle loro intere famiglie.

Il nostro bagaglio di esperienza non si può disperdere per un cavillo interpretativo di una norma. Cambiare si può e con il nostro aiuto lo si potrà fare ancora meglio.