Per gli abilitati in Romania è un momento difficile: nel suo avviso, il Miur ha affermato che le abilitazioni non sono riconosciute in Italia. Adesso, gli Uffici Scolastici stanno dando seguito a tale avviso, depennando i docenti che grazie a quei titoli avevano potuto partecipare al concorso per docenti abilitati indetto con DDG n. 85 del 1° febbraio 2018.

Abilitati in Romania non riconosciuti in Italia

Nel suo avviso in merito agli abilitati in Romania, il Miur ha affermato che:
  • “… la qualifica attestata dal Ministero rumeno agli italiani ad esito di apposito corso di formazione psicopedagogica “Adeverinta”, è condizione necessaria ma non sufficiente al fine dell’esercizio della professione di insegnante…”.
  • “… i titoli denominati “Programului de studii psihopedagogice, Nivelul I e Nivelul II” conseguiti dai cittadini italiani in Romania non soddisfano i requisiti giuridici per il riconoscimento della qualifica professionale di docente ai sensi della Direttiva 2005/36/CE …” ;
  • “per quanto riguarda le richieste di riconoscimento specifiche per il sostegno, sia la legge di istruzione nazionale rumena n. 1/2011 sia la nota esplicativa del Ministero dell’educazione nazionale rumeno, chiariscono che tale insegnamento rientra in Romania nell’ambito dell’educazione speciale in apposite scuole speciali e non nelle classi comuni come avviene in Italia. Non vi è pertanto corrispondenza.
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Il Tar conferma la posizione del Miur

Il TAR Lazio ha confermato nella prima sentenza breve questa posizione sugli abilitati in Romania, rigettando le richieste di annullamento dell’avviso del 2 aprile 2019 e dei decreti di rigetto individuali ricevuti dal Miur.