Scuola, regionalizzazione e stipendi docenti ultime notizie: Luigi Gallo in pressing su Bussetti
Scuola, regionalizzazione e stipendi docenti ultime notizie: Luigi Gallo in pressing su Bussetti

L’argomento ‘regionalizzazione‘ in primissimo piano in ambito politico, anche e soprattutto in considerazione delle evidenti divergenze tra i due partiti di maggioranza, Lega e Movimento 5 Stelle. L’ulteriore riprova è rappresentata dall’interrogazione presentata dall’onorevole ‘grillino’, Luigi Gallo, al Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, proprio in merito alla cosiddetta ‘autonomia differenziata’ e all’aumento degli stipendi dei docenti.

Gallo ha scritto un post sulla propria pagina Facebook. Il post esordisce con questa domanda: ‘Per il ministro della Lega vale l’accordo con i sindacati della scuola o quello che dice nelle sue ultime interviste? Per questo chiedo #trasparenza in Parlamento con la mia interrogazione al ministro #Bussetti su #autonomia, aumento degli #stipendi e nuove #assunzioni dei ricercatori
Ecco il testo dell’interrogazione parlamentare.

Autonomia scolastica, l’interrogazione di Luigi Gallo

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Per sapere, premesso che:
tra le raccomandazioni presentate dall’Unione europea all’Italia, vi sono indicazioni ben precise sul trattamento economico degli insegnanti, evidenziando una relazione diretta tra la qualità dell’istruzione italiana e la produttività “tendenzialmente stagnante” del nostro Paese. Nelle raccomandazioni si sostiene che la ripresa delle condizioni economiche italiane proceda lentamente rispetto ad altri Paesi anche a fronte delle debolezze presenti nel sistema di istruzione e formazione ed alla scarsa domanda di competenze elevate;
l’UE sottolinea come a fronte di un paragone del livello retributivo e professionale dei docenti italiani con quello degli insegnanti degli altri Paesi, si evince che gli stipendi “rimangano bassi rispetto agli standard internazionali e rispetto ai lavoratori con un titolo di istruzione terziaria.”;
il 28 febbraio 2018 sono stati predisposti tre distinti accordi preliminari, ciascuno sottoscritto dal rappresentante del Governo e dai presidenti delle regioni interessate, con cui le parti hanno concordato e definito le forme e le condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione;
in data 24 aprile 2019 è stata sottoscritta un’intesa tra il Ministro dell’Istruzione, un rappresentante del Governo ed i rappresentati delle organizzazioni sindacali per il comparto istruzione e ricerca;
durante il confronto tra le parti, è emersa la necessità di avviare quanto prima l’iter per il rinnovo del CCNL del comparto, quale unico strumento atto a valorizzare il lavoro di tutto il personale;
durante il confronto tenutosi tra il Ministro dell’istruzione e le organizzazioni sindacali, sono stati evidenziati i preoccupanti effetti che la cosiddetta autonomia differenziata comporterebbe attribuendo la gestione del personale della scuola alle regioni, con i finanziamenti per la relativa retribuzione;
in un’intervista, il Ministro dell’Istruzione ha dichiarato che: “La regionalizzazione si farà. Il modello a cui guardo è quello del Trentino e della Valle d’Aosta. Un modello che funziona e che potrebbe essere esportato anche in Regioni a statuto ordinario”. Tali dichiarazioni risultano essere in forte contraddizione con quanto sottoscritto dal Ministro stesso e dai Sindacati, con riferimento alla necessità di salvaguardare l’unità e l’identità culturale attraverso un sistema di reclutamento uniforme, lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL e la tutela dell’unitarietà degli ordinamenti statali, dei curricoli e del sistema di governo delle istituzioni scolastiche autonome;
durante l’incontro di aprile, al fine di valorizzare la professionalità del personale dell’università e della ricerca, il Ministro si è impegnato a promuovere un intervento normativo per consentire maggiore flessibilità nella determinazione e nell’utilizzo dei fondi per il salario accessorio;
il Ministro si è, inoltre, impegnato ad incrementare il reclutamento del personale che svolge attività di ricerca e didattica-:
sulla base dell’intesa con i sindacati, in che modo garantirà il recupero graduale nel triennio del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori del comparto Istruzione e ricerca e quali azioni intende mettere in atto per avviare un percorso che permetta un graduale avvicinamento alla media dei livelli salariali di altri Paesi europei;
a fronte delle conseguenze che saranno prodotte dalle intese concernenti l’autonomia differenziata, in che modo si intende rispettare l’intesa tra Governo, il Ministro ed i Sindacati, in particolare nella parte in cui si concorda sulla necessità di garantire l’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca, prevedendo un sistema di reclutamento uniforme, lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL e la tutela della unitarietà degli ordinamenti statali, dei curricoli e del sistema di governo delle istituzioni scolastiche autonome;
con che tipo di intervento normativo ed in che modo intende reperire le risorse necessarie per avviare le procedure di reclutamento in favore del personale che svolge attività di ricerca e di didattica.