Decreto scuola e precariato ultime notizie: 'Non è quello che i precari in servizio si aspettavano'
Decreto scuola e precariato ultime notizie: 'Non è quello che i precari in servizio si aspettavano'
La scuola continua ad essere al centro delle polemiche tra abuso di contratti a termine, accordi politici-sindacali, concorsi riservati, valanghe di ricorsi e soprattutto cattedre scoperte, tante, troppe cattedre scoperte pur consapevoli che gli insegnanti, in Italia, ci sono, eccome se ci sono.
Come sottolineato da una nota pubblicata dall’Anief che ripercorre la storia recente in relazione al numero record di supplenze registratesi negli ultimi anni, forse il prossimo 9 agosto verrà pubblicato un decreto legge che aprirà al solo secondo concorso riservato nella scuola secondaria, prorogherà la vigenza delle graduatorie di merito ma non risolverà l’annoso problema delle cattedre scoperte che, secondo il sindacato, saranno almeno la metà.

Anief: ‘Supplenze record, ecco come si riuscirebbero a coprire tutti i posti’

Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, sottolinea come ‘basterebbe riaprire le GaE con corsi abilitanti per il personale con 36 mesi di servizio e assumere dalle graduatorie d’istituto in presenza di GaE esaurite scorrendo tutte le tre fasce a livello provinciale: è una vecchia proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle quando era all’opposizione e che Anief aveva condiviso se non auspicato. Il risultato sarebbe evidente prosegue Pacifico – tutte le 53 mila assunzioni attuali andrebbero a segno, con meno precari e meno ricorsi. Poi certo bisognerebbe trasformare l’organico di fatto in organico di diritto, specie su posti di sostegno in deroga, così da liberare altri 100 mila posti da poter dare sempre subito in ruolo. Ne rimarrebbero meno di 50 mila in supplenza, fisiologico ma sostenibile’.

I responsabili dell’amministrazione e dei sindacati dovrebbero rispondere al Paese

‘Se questa è l’analisi e questa la possibile soluzione – continua Pacifico – forse da oggi in poi i responsabili dell’amministrazione e del sindacato dovrebbero rispondere al Paese sulla loro responsabilità dirigenziale e pagare le colpe dell’irresponsabilità della gestione della macchina pubblica. Speriamo che questo decreto legge risolva e non prolunghi lo stato di agonia della supplentite della scuola italiana perché una cosa è certa: Anief continuerà a battersi per risolvere questa piaga, costi quel che costi’.

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