Specializzazione con TFA sostegno: come può essere utilizzata
Specializzazione con TFA sostegno: come può essere utilizzata

Per l’anno scolastico 2019/2020 all’inizio delle lezioni, numerosi istituti scolastici si ritroveranno ad affrontare l’annosa questione della penuria di docenti, ATA e perfino del dirigente scolastico. Tra gli insegnanti mancanti, saranno migliaia le cattedre vacanti per il sostegno. Una situazione molto grave se consideriamo come tale figura didattica assicuri agli alunni con disabilità una perfetta inclusione all’interno del sistema scolastico.

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Sappiamo come il docente di sostegno, per diventare tale, debba superare percorsi selettivi e molto complessi. Ma spesso, vista la mancanza di tale figura specializzata, la scelta da parte dei dirigenti scolastici debba vertere su figure professionali valide certo, ma che non vantano l’opportuna specializzazione.

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Docenti: lettera a Bussetti dagli specializzandi al sostegno

All’inizio delle lezioni, nel mese di settembre, ogni istituzione scolastica si trova a dover fronteggiare numerosi problemi relativi all’organico: mancano docenti, personale di segreteria, collaboratori e, in alcuni casi, perfino il dirigente scolastico.

Una delle preoccupazioni più cogente, per le scuole di ogni ordine e grado, è il reperimento di docenti di sostegno specializzati da assegnare alle classi in cui sono presenti bambini e ragazzi con disabilità.

Questi insegnanti conseguono la specializzazione attraverso un percorso universitario, teorico e laboratoriale, che consente di acquisire competenze specifiche sulla didattica inclusiva e sulla pedagogia speciale, ovvero rivolta ad alunni in condizione di disabilità.

Anche per il prossimo anno scolastico, ormai alle porte, si profila una situazione più che preoccupante, infatti migliaia di cattedre destinate a docenti di sostegno resteranno vuote, oppure saranno assegnate a insegnanti non specializzati. Proprio il contrario di quanto prevede la normativa italiana che, come è noto, è considerata molto avanzata in tema di inclusione scolastica.

Molte voci si sono levate, prime fra tutte quelle delle associazioni dei genitori, per lamentare l’insostenibilità di una situazione che danneggia, in primo luogo, i soggetti più deboli, ovvero i bambini e i ragazzi in condizione di disabilità.

Una situazione che rischia anche di svalutare una lunga tradizione italiana di integrazione e inclusione. Eppure una facile soluzione parrebbe stagliarsi sul cupo scenario descritto: basterebbe consentire a tutti gli attuali specializzandi per le attività di sostegno di partecipare al prossimo concorso straordinario, di cui il Consiglio dei Ministri discuterà il prossimo 9 agosto.

La linea ministeriale, al contrario, prevederebbe di far partecipare al concorso straordinario soltanto una minima parte degli specializzandi, esclusivamente i docenti con almeno tre anni di servizio. Una prospettiva che, oltre a non favorire la continuità didattica, esclude dal concorso i docenti più giovani e gli specializzandi che – come educatori o psicologi – hanno lavorato a lungo con ragazzi in situazione di disabilità in contesti extrascolastici.

Di fronte all’attuale gravissima carenza di docenti specializzati e al fatto che tutti gli specializzandi hanno superato il medesimo concorso selettivo, ci si domanda come possa il ministero prevedere una tale condizione.

Gli specializzandi per le attività di sostegno, uniti in una rete interateneo, hanno inviato al ministro Marco Bussetti una proposta di modifica delle condizioni concorsuali chiedendo “di aprire con riserva il concorso straordinario a tutti gli attuali corsisti del CSS (Corso di Specializzazione per le attività di Sostegno) eliminando il vincolo dei tre anni di servizio”. I docenti, ribadendo il gran numero delle cattedre vacanti, hanno sottolineato come la stabilizzazione, mediante concorso, di tutti gli specializzandi di fatto favorisca l’intera comunità scolastica: gli alunni con disabilità, le famiglie, gli istituti scolastici e anche gli enti locali. E’ stata anche attivata una raccolta firme online, raggiungibile al seguente link: http:  //chng.it/  rrQbSXVYqv

 

 

I firmatari sono i seguenti:

 

Specializzandi del Corso di Specializzazione per le attività di Sostegno

 

dell’Università di Bergamo;

dell’Università della Calabria;

dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria;

dell’Università Suor Orsola Benincasa;

dell’Università di Europea di Roma;

dell’Università di Roma “Foro Italico”;

dell’Università di Tor Vergata;

dell’Università di Genova;

dell’Università di Milano Bicocca;

dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia;

dell’Università di Torino;

dell’Università di Bari;

dell’Università di Foggia;

dell’Università del Salento;

dell’Università di Cagliari;

dell’Università di Sassari;

dell’Università di Firenze;

dell’Università di Pisa;

dell’Università di Verona.

 

Come indicato nei fogli firme che saranno inviati al Ministero e sulla petizione online  http://  chng.it  /rrQbSXVYqv