Transitorio, concorso riservato
Transitorio, concorso riservato

La notizia dell’approvazione del Consiglio dei Ministri per le misure straordinarie ed urgenti per il precariato nella sc0uola si trova al vertice della rassegna stampa dei principali portali scolastici. L’attenzione della politica su queste problematiche rimane alta, anche se c’è ancora molto lavoro da fare. Dopo il commento della senatrice Granato che ricorda come sia necessario trovare un’intesa nella formula di selezione dei candidati, l’ onorevole Flora Frate della VII Commissione della Camera affida le sue riflessioni sul risultato di ieri sera ad un post pubblicato su Facebook.

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Il post dell’on. Frate

Parto da un dato politico: la volontà emersa, in Consiglio dei Ministri, di intervenire sul precariato scolastico. Importante e niente affatto scontato, date le premesse.

La pausa estiva impone un oggettivo rallentamento che non può, e non deve, pregiudicare il Decreto e l’azione dell’Esecutivo.

Questo, per il momento, è un punto di partenza (valido, necessario, doveroso, ma pur sempre un punto di partenza) su cui lavorare attentamente, soprattutto in sede di dibattito parlamentare. Per migliorare e potenziare le azioni di contrasto al precariato, ampliando l’affermazione dei diritti senza compromettere quelli acquisti.

Una battaglia complessa, il cui risultato finale non è scritto. Soddisfazione, certo, ma senza cedere a facili trionfalismi.

Occorre mettersi al lavoro da subito. Le settimane a venire saranno decisive.

I prossimi passaggi

Ai fini della comprensione di quanto stiamo dicendo specifichiamo subito che il lavoro che attende i parlamentari non si limita all’approvazione delle misure dei docenti precari della scuola secondaria della terza fascia. Qualcuno si era preoccupato immediatamente perché non aveva visto il riferimento al tanto atteso concorso straordinario bis proposto con l’emendamento del senatore Pittoni.

Le dichiarazioni della senatrice Granato mettevano in allarme tutti i docenti della scuola primaria e dell’infanzia che si aspettavano invece che si parlasse anche della loro richiesta. Siamo soltanto alle battute iniziali che passano dallo studio dei provvedimenti relativi alla terza fascia fino ad estendersi ad esaminare tutte le altre questioni ancora in ballo. Citiamo ad esempio la richiesta di un pas per i docenti di ruolo che hanno soltanto 2 anni di servizio nella scuola secondaria.

Se si comprende questo allora si può spiegare come sia possibile che, in fase di conversione in decreto legge, possano venire discussi e approvati anche altri emendamenti. Pertanto nulla è ancora compromesso, anzi.