Idonei non ammessi al Tfa Sostegno: il Miur ci inserisca ai corsi, lettera

Passati indenni dalla prova preselettiva del IV ciclo TFA Sostegno, gli idonei tornano a far sentire la propria voce affinché venga accolta la loro richiesta per l’approvazione di un emendamento, da inserire nel decreto già approvato in consiglio dei ministri, a tutela dei docenti precari. E’ con quest’animo che hanno preso carta e penna per scrivere al ministro Bussetti una lettera affinché si faccia parte attiva e renda possibile partecipare, senza sostenere nuovamente il test di ingresso, a coloro che risultarono idonei al precedente corso di specializzazione.

Egregio Ministro Bussetti,

Nel recente decreto di riforma del D.lgs 66/2017, è prevista la possibilità di conferma dell’insegnante di sostegno specializzato per l’anno scolastico successivo, qualora l’insegnante sia in possesso del titolo di specializzazione, al fine di favorire l’inclusione e la continuità didattica, ma è difficile comprendere a quale tipo di inclusione si riferisca, dato che attualmente gli insegnanti senza titolo di specializzazione sono più di 50.000 e gli specializzandi che hanno avuto la possibilità di iniziare il TFA Sostegno 2019 sono solo 14.000 ed è stata negata la possibilità di formarsi a circa 5.000 idonei, che hanno superato le tre dure prove di accesso, ma che a causa dell’esiguo e insufficiente numero di posti messi a bando, non possono esercitare il loro diritto allo studio.

Noi Idonei TFA Sostegno 2019, che abbiamo deciso di sostenere le tre prove concorsuali, perché vogliamo essere insegnanti di sostegno, siamo disposti ad investire un anno della nostra vita e a pagare per un corso che ci vede vincitori, ma dal quale siamo stati esclusi, pur essendoci la necessità e l’urgenza di formare insegnanti di sostegno specializzati. Una limitazione arbitraria con conseguenze negative sugli studenti con disabilità a cui viene negata la possibilità di essere seguiti da insegnanti specializzati.

Chiediamo di garantire il nostro diritto allo studio e alla formazione, senza attese eterne. E’ necessario che le misure straordinarie siano attivate ora che le università hanno avviato tutte le procedure per espletare i corsi, di modo che gli specializzati possano essere utilizzati nelle scuole nel breve periodo.