Le ultimissime notizie circa l’ipotesi di un accordo per decidere i tempi della parlamentarizzazione della crisi vedono sfumare la possibilità di definire i tempi del suo svolgimento. Apprendiamo che i capigruppo in Senato non hanno trovato un accordo unanime per la definizione del calendario dell’aula. Tutto rinviato a martedì 13 agosto alle 18,00 quando a Palazzo Chigi si voterà sul calendario. Sarà in questa sede che verrà deciso se la data del 20 agosto, inizialmente indicata per le comunicazioni del premier Giuseppe Conte, potrà essere confermata. La crisi insomma è molto di là dal risolversi.

Manovre in corso

I gruppi politici vanno definendo via via ciascuno le proprie strategie. Il 14 la Lega vorrebbe votare la sfiducia al premier Conte. Questa linea è condivisa con Forza Italia e Fratelli d’Italia con l’unica variante costituita dalla data. La si vorrebbe presentare in occasione della commemorazione del crollo del Ponte Morandi. Sul fronte opposto c’è la volontà del PD di proporre la sfiducia al Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Tutto questo porta direttamente allo scenario già evocato da qualcuno di rinviare le elezioni politiche al 2020.

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Le ricadute sul comparto scuola

Restano appese ad un filo molto sottile le possibilità di proseguire i lavori parlamentari per procedere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Salva Precari. Solo 60 giorni di tempo per evitare di gettare tutto alle ortiche. Occorre una precisa volontà politica che al momento sembra mancare completamente. L’incertezza sullo scenario politico, con la concreta possibilità che venga nominato un governo di responsabilità (Conte bis o governo del presidente) che dia precedenza assoluta al disinnesco delle clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’IVA e rispondere alla lettera di Bruxelles, con le intenzioni economiche da inserire nel prossimo Def, non lascia presagire nulla di buono per le speranze delle decine di migliaia di docenti precari che confidano in una nuova fase transitoria.