No cancellazione da ricorso

Molti diplomati magistrali stanno chiedendo maggiori lumi sul contenuto di alcune informative, inoltrate dai rispettivi sindacati, relativamente alla richiesta di dare disdetta ai ricorsi per l’inserimento in Gae. È assolutamente importante informare correttamente tutti gli interessati, alla luce delle probabilissime sentenze di merito negative del Tar che causeranno i depennamenti dalle graduatorie ad esaurimento. Occorre sapere che non c’è nessuna fretta nel dare disdetta ai ricorsi.

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Non cancellarsi dal ricorso

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La raccomandazione principale proviene dal tam tam mediatico che riporta quanto raccomandato da un sindacato. Il messaggio che si vuole veicolare tende a riportare calma e ordine nel caos generato da una cattiva informazione. In buona sostanza viene sconsigliato di chiamarsi fuori dai ricorsi ancora pendenti che attendono di essere discussi nel merito. Non c’è nessuna ragione logica per dare disdetta ai rispettivi sindacati. Se si facesse questo si procurerebbe un danno anche a tutti gli altri colleghi che non hanno ricevuto la stessa informativa.

I motivi

I diplomati magistrali devono sapere che, quando il Tar riceve istanza di cancellazione di qualche ricorrente dal ricorso generale, questi procede dando impulso al ricorso originario. Vengono cancellati soltanto coloro che ne fanno richiesta ma questo comporta l’immediata fissazione dell’udienza di merito definitiva con la quale viene dato corso ai depennamenti dalle Gae. In questo modo si procura indirettamente un danno ai colleghi che  attendono ancora la definizione del contenzioso.

Altri motivi

Oltre a tutto c’è da dire che non è a rischio il ruolo con riserva perché, quando arriva il merito negativo, viene cambiato il contratto così come era stato disposto dal decreto dignità. Il contratto con riserva viene cancellato e in cambio ne viene stipulato un altro con chiamata da graduatoria di merito regionale. Semmai il fastidio sarà quello di dover cambiare la scuola, ma così facendo si potrebbero chiudere indirettamente le porte ad un eventuale ripensamento della giustizia amministrativa.