La crisi di governo innescata da Matteo Salvini ha interrotto il lavoro per l’approvazione del decreto salvaprecari alla vigilia della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Sul momento attuale di stallo che sta vivendo la politica e i riflessi che essa produce sui provvedimenti tanto attesi dai docenti precari la redazione di Scuolainforma ha intervistato l’onorevole Flora Frate del Movimento 5 Stelle.

L’intervista

D. Una crisi di Governo improvvisa, lei cosa ne pensa?

R. Siamo al cospetto di una crisi istituzionalmente incomprensibile. Non è successo nulla, sul piano della tenuta della maggioranza, da giustificare la rottura.

D. Vi sentite traditi?

R. Il M5S e la Lega restano due forze diverse, culturalmente eterogenee tra di loro, che alle scorse politiche si sono presentate con programmi differenti. Poi c’è stato il Contratto, cui noi siamo stati attenti e rispettosi. Evidentemente la Lega nutriva altre aspettative. Sia ben chiaro è legittimo sul piano politico ma, tradotto su quello istituzionale, credo che l’atteggiamento di Salvini sia stato ingeneroso e irresponsabile. Voleva fare la rivoluzione, ma ha preferito tornare da Silvio Berlusconi.

D. Indiscrezioni giornalistiche parlano di una ripresa del dialogo tra Movimento e Lega. Crede che la crisi, alla fine, verrà scongiurata?

R. La crisi tecnicamente ancora non c’è. È stata annunciata, celebrata in piazza, osannata sui social. È una crisi politica, di tensione e di conflitto. Ma non ancora formalizzata.

D. Ma c’è una mozione di sfiducia della Lega in Senato.

R. Certo, una mozione di sfiducia cui non ha fatto seguito il ritiro dei ministri leghisti. E non si capisce il perché. Guardi, l’unica certezza è che la prossima settimana il Presidente del Consiglio Conte verrà in Aula. Da lì inizierà la parlamentarizzazione della crisi. Staremo a vedere.

D. Un passo indietro di Matteo Salvini sarebbe clamoroso.

R. Io preferisco i passi in avanti. Gli italiani meritano una classe dirigente che sia all’altezza dei problemi da risolvere. Ecco, mi concentrerei su questo.

D. Sta di fatto, formalizzazione o meno, che questa situazione ha paralizzato le attività parlamentari.

R. Fino a quando le Camere non saranno sciolte, il Parlamento è nelle sue piene funzioni. Se c’è volontà politica possiamo andare avanti su alcuni punti.

D. Crede davvero che sia possibile?

R. E perché no? Matteo Salvini ha proposto di votare insieme la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari. Io rilancio la posta. Si pubblichi il decreto scuola in Gazzetta Ufficiale e convertiamolo in Legge. Tagliamo le poltrone e diamo un colpo al precariato.

D. A proposito del Decreto scuola, lei in un recente comunicato ha dichiarato di volerlo approvare così com’è. È forse un passo indietro rispetto alla sua posizione di qualche tempo fa?

R. Assolutamente no. Ho parlato di modifiche peggiorative, che è diverso. Il Decreto senza PAS e concorso non avrebbe senso, a questo mi riferisco quando dico che va approvato così com’è. Poi è ovvio che, in sede di dibattito parlamentare per la conversione in Legge, lo si può migliorare con una serie di emendamenti volti a tutelare determinate categorie attualmente escluse. Penso ai diplomati magistrali e ai docenti ingabbiati, giusto per citarne alcuni.

D. Su PAS e concorso qualcuno potrebbe eccepire che si tratti dell’ennesima sanatoria.

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R. Le parole sono fondamentali. Non è una sanatoria, ma una fase transitoria di cui c’è assoluto bisogno. È scritto anche nel Contratto di Governo all’articolo 22.

D. In questa fase ha ancora senso parlare del Contratto Lega M5S?

R. Si, fino a quando Giuseppe Conte non sarà sfiduciato. E poi c’è il dato politico. Quando il Movimento ha sottoscritto quel Contratto era d’accordo sui contenuti. E i patti assunti vanno rispettati.

D. C’è chi però sostiene che così facendo si vada in contrasto con altre categorie di docenti anch’essi precari.

R. Queste accuse vanno restituite al mittente. I diritti acquisiti non sono messi in discussione. È un principio giuridico oltrechè di buonsenso. Chi è in possesso di abilitazione, inserito in Graduatoria, ha un percorso già avanzato. Questo non significa che siano meno meritevoli di attenzioni e tutele, anzi. Conosco la situazione e ho sempre appoggiato ogni intervento a loro favore. Resto convinta però che i diritti acquisiti non si tutelino negandone l’acquisizione ad altri. Chi la mette in questi termini alimenta consapevolmente una guerra tra poveri. Mi sembra assurdo.

D. Non si rischia di compromettere definitivamente il merito come alcuni osservatori temono?

R. Con tutto il rispetto ma quella sul merito mi sembra una frase fatta, priva di contenuti. Possiamo inagurare una grande stagione di discussione sulla scuola? Una discussione laica, intellettualmente onesta e coraggiosa che sposti l’attenzione su formazione, reclutamento e valutazione/monitoraggio. Possiamo dire, una volta per tutte, che chi sceglie la ‘missione’ dell’insegnamento merita rispetto, indipendentemente se presta servizio nel pubblico o nella paritaria, se insegna italiano o religione, se è di ruolo o precario di contratto in contratto?

D. Nel Movimento però ci sono posizioni differenti sulla scuola. Cosa si deciderà alla fine?

R. Il finale è scritto nelle premesse. Questo Decreto nasce da una intesa siglata tra Conte e i sindacati. Contrapporsi al Decreto significa smentire il nostro Premier. Sarebbe un ossimoro.

D. Ritornando al Governo, in caso di sfiducia al Presidente Conte crede si tornerà al voto?

R. La situazione è sicuramente complessa. Quello che posso dirle è che in una democrazia parlamentare i Governi sono fiduciati dalle Camere. Se un Governo cade ne può nascere un altro, in costanza di legislatura.

D. Non sarebbe un tradimento della volontà popolare?

R. Il Governo Conte non è nato dalle urne, ma in Parlamento. Non vedo ostacoli alla nascita di un altro Esecutivo.

D. Luigi Di Maio, però, esclude tanto un ritorno con la Lega che una intesa col PD.

R. Noi siamo pronti al voto, non ci spaventa nulla. Ma siamo anche consapevoli di essere il primo partito in Parlamento e il nostro ruolo è fondamentale.

D. Il voto in Senato della scorsa settimana sul calendario ha, di fatto, visto l’emergere di una possibile maggioranza alternativa con PD e LEU.

R. Se Conte verrà sfiduciato tutto verrà nelle mani di Mattarella, il cui ruolo è fondamentale e non soltanto per l’esito della crisi. Penso ad esempio al Decreto Sicurezza bis i cui rilievi non possono lasciarci indifferenti se vogliamo ridefinire un’agenda politica che sappia guardare a temi quali Sud, giovani, lavoro, disuguaglianze e diritti costituzionali.