Scuola, diplomati magistrale ultime notizie: i maestri 'dimenticati' ma che 'non dimenticano'
Scuola, diplomati magistrale ultime notizie: i maestri 'dimenticati' ma che 'non dimenticano'

Giorni di crisi di Governo con Salvini e Di Maio ormai prossimi a separare definitivamente le loro strade, con buona pace del ‘cambiamento’ annunciato e del programma nero su bianco che i due leader politici avevano stilato nella primavera del 2018, all’indomani delle elezioni politiche. La scuola guarda attonita al nuovo ribaltone politico, ben consapevole che i personaggi a Palazzo Chigi potranno cambiare ma i problemi legati al mondo dell’istruzione, quelli restano, anzi si moltiplicano.

Insieme all’incertezza per ciò che sarà del decreto ‘salvaprecari’ e per i concorsi attesi entro la fine dell’anno, non passa certamente in secondo piano la questione legata ai diplomati magistrale, che non vogliono essere ‘dimenticati’ ma che certamente, nello stesso tempo, ‘non dimenticano’.

I diplomati magistrali ‘dimenticati’ ma che non dimenticano

Non ‘dimenticano’, per esempio, una promessa fatta dal Movimento 5 Stelle quasi 4 anni fa: era il mese di settembre del 2015, solamente un mese e mezzo dopo l’approvazione della tanto odiata ‘Buona Scuola’ renziana, tanto per inquadrare temporalmente il periodo ‘storico’ a cui si riferisce tale promessa. Erano i tempi del ministro Stefania Giannini, della ‘supplentite da annientare’ e dei piani straordinari assunzionali sventolati ai quattro venti. A firmare questa lettera, l’attuale vicepremier Luigi Di Maio (allora ricopriva il ruolo di Vice Presidente della Camera dei deputati) e l’onorevole Silvia Chimienti (allora membro della Commissione Cultura). Riportiamo qui sotto alcuni stralci di quella lettera riguardante ‘l’approccio schizofrenico’ di quel ‘Governo e di quelli che lo hanno preceduto all’annosa problematica di questi insegnanti’, ovvero i diplomati magistrale.

Una lettera del M5S che risale a settembre 2015 indirizzata ai diplomati magistrale

‘Gentilissimi Maestri – si legge nella lettera – siamo perfettamente al corrente di tutto quanto da voi esposto nella lettera a me indirizzata e per la quale vi ringrazio. Il Movimento 5 Stelle, attraverso la collega Silvia Chimienti, segue fin dal suo ingresso in Parlamento le tematiche riguardanti il precariato scolastico e ha ben presente la vostra problematica e intende far rispettare un vostro diritto. Fin dal nostro ingresso nelle istituzioni – prosegue la lettera – la problematica che riguarda i diplomati magistrale ante 2002 è stata al centro dell’attività del M5S in commissione Cultura. Abbiamo presentato innumerevoli atti ispettivi (interrogazioni, interpellanze), decine di emendamenti e anche una risoluzione finalizzata ad impegnare il Governo al riconoscimento del valore abilitante del titolo di diploma magistrale e al conseguente inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento di tutti gli aventi diritto. Il M5S ritiene che sia in atto da troppo tempo una palese violazione della legge e dei diritti dei lavoratori nonché una grave disparità di trattamento tra soggetti che, pur avendo il medesimo titolo, sono stati inseriti nelle GaE e soggetti che invece ne resteranno fuori.’

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Il M5S scriveva: ‘Non è un regalo ma un semplice atto dovuto’

‘Prima della pausa estiva, abbiamo presentato una nuova interrogazione anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato e faremo pressione sul MIUR affinché tutti i diplomati possano rientrare nel piano di assunzioni in atto. Questo, dopo tanti anni di precariato e di diritti negati, non è un regalo ma un semplice atto dovuto. Intendiamo anche far sì che tutti possano essere inseriti in tempi utili nelle graduatorie ad esaurimento e non solo, come sta avvenendo, coloro che hanno presentato ricorso. Stiamo da tempo sollecitando il MIUR per questo. Pur essendo costantemente in contatto con diversi di voi, ci impegniamo nuovamente a monitorare da vicino l’evolversi della questione fin dalla riapertura delle aule parlamentari prevista per il prossimo lunedì.’