La crisi di governo sta per giungere all’epilogo. Domani è il giorno tanto atteso per il discorso del presidente Conte alle camere. Cì prova la stampa a delineare quali possono essere le soluzioni per sbloccare l’impasse. In un articolo de Il Giornale, in cui si fa riferimento ha un servizio pubblicato dal Corriere della Sera, vengono illustrate le tre possibili soluzioni.

Governo istituzionale

Si tratta di un’ipotesi proposta e sponsorizzata da Matteo Renzi. Un esecutivo così composto dovrebbe durare poco. Giusto il tempo di scongiurare l’aumento dell’IVA e il voto a ridosso della manovra finanziaria. Questa proposta, che in un primo momento era appoggiata anche dal segretario del PD Zingaretti, viene scansata preferendo dar vita ad un esecutivo che duri fino alla fine della legislatura.

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Nuove elezioni

Tra i paladini del ritorno alle urne immediatamente c’è Matteo Salvini che vorrebbe capitalizzare l’aumento di consensi ottenuto dopo le elezioni europee. I sondaggi continuano a dare il suo partito in crescita e non è escluso che possa dar vita ad un esecutivo sostenuto soltanto da Fratelli d’Italia. Si tratta dell’ipotesi del governo sovranista sostenuta da Giorgia Meloni.

Rimpasto

Le dichiarazioni di Salvini rilasciate a Castel Volturno aprono alla possibilità che venga Ritirata la sfiducia al presidente Giuseppe Conte. Se questi decidesse di proseguire il suo mandato, eventualmente procedendo al rimpasto dei ministri voluto dal Carroccio, sarebbe possibile proseguire con le riforme previste dal contratto di governo stipulato con il Movimento 5 Stelle.

I riflessi sulla scuola

Dopo aver posto il disco rosso sulla regionalizzazione, un eventuale riappacificazione tra le due attuali componenti della maggioranza potrebbe proseguire soltanto sulla linea tracciata dal ministro Bussetti. Ciò significherebbe procedere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto salvaprecari. Qualora si materializzasse la possibilità di un ritorno anticipato alle urne il nuovo esecutivo sarebbe composto da Lega e Fratelli d’Italia. Le conseguenze per il precariato scolastico potrebbero evolvere verso una positiva soluzione data la moltitudine di emendamenti presentati dalle due compagini politiche.

Di difficile lettura la composizione di un eventuale esecutivo giallorosso. Nel caso in cui prendesse vita un governo in cui ci fosse nuovamente Renzi andrebbe esplorato, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato perfettamente legittimi i concorsi riservati, quanto fosse possibile riprendere in considerazione il vecchio Fit, abrogato dalla Legge di Bilancio 2018, per emendarlo nella direzione che prevedeva percorsi distinti a seconda del criterio dell’abilitazione all’insegnamento.