Il decreto salvaprecari può ancora essere avviato mediante pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nonostante la crisi di governo. Lo spiega in un post il sen. Mario Pittoni, presidente della VII Commissione Senato. Il mondo della scuola, relativamente alla categoria dei docenti precari da stabilizzare, aveva plaudito all’intesa dello scorso 24 aprile tra i sindacati e il governo volta ad avviare una nuova fase transitoria rivolta a questi docenti. I due provvedimenti sui quali le parti si erano trovate finalmente d’accordo, dopo mesi di febbrile interlocuzione tra il Ministro Bussetti e le OO.SS, si riferiscono al concorso riservato ai docenti non abilitati con 36 mesi di servizio e all’avvio dei nuovi corsi abilitanti pas. La crisi di governo ha rimesso in discussione l’intesa tra i due partiti a pochi giorni dalla scadenza dei termini per pubblicare il decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

In un post apparso sul suo profilo Facebook il senatore Pittoni precisa che l’approvazione del decreto salvaprecari non è legata alla crisi di governo.

Il senatore si riallaccia al punto 22 del contratto di Governo, il quale prevede una “fase transitoria” per garantire “il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto a un cronico precariato”. Se il decreto salvaprecari fosse pubblicato entro il 28 di agosto, cosa che si può fare indipendentemente dalla crisi di governo, sarebbe possibile aprire una nuova fase di interlocuzione parlamentare per limare alcuni dettagli. I membri della VII Commissione Cultura del M5S avevano posto obiezioni in ordine alla mancanza di un criterio selettivo in capo a tali corsi. Nel post apparso sul profilo Facebook il senatore ricorda come anche i pas contengano un reale elemento di selettività.

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Vengono ripercorse le tappe che portarono all’approvazione dei tirocini formativi attivi e dei corsi pas rivolti ai docenti in possesso di 36 mesi di servizio. Correva l’anno 2013 e all’epoca il ministro dell’istruzione era Maria Chiara Carrozza. Tali corsi abilitanti erano preordinati all’acquisizione di CFU (crediti formativi universitari) nei seguenti SSD (settori scientifico-disciplinari): didattica generale e speciale, pedagogia generale e speciale rivolta ai bisogni educativi speciali, pedagogia sperimentale, didattica disciplinare, laboratori pedagogico-didattici, tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la didattica.

Al termine il candidato sosteneva un esame finale alla presenza dell’ ispettore del Miur. Nel caso in cui lo avesse superato avrebbe ottenuto il certificato di abilitazione all’insegnamento utile all’inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. Va detto che in moltissimi casi i formatori dei corsi Pas erano gli stessi di quelli dei corsi TFA. L’unica differenza era costituita dalla necessità di sostenere dei test di preselezione per accedere ai corsi abilitanti TFA.