Il decreto salvaprecari rischia di saltare insieme ad una serie di provvedimenti urgenti in favore dei lavoratori. Per la scuola questa sarebbe un’autentica sciagura, dati gli enormi numeri di cattedre scoperte da assegnare nuovamente a supplenza. Questo il senso di un comunicato congiunto delle principali sigle sindacali che richiamano la politica ad un atto di responsabilità evitando che le scuole inizino la loro attività a settembre in una situazione priva di prospettive rispetto all’assenza di personale stabile su decine di migliaia di cattedre e posti di personale ATA.

Le misure previste

Questo l’elenco di tutti i provvedimenti da adottare mediante la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto salvaprecari:

  1. PAS;
  2. concorso straordinario scuola secondaria;
  3. trasformazione dei contratti al 30/06 per i diplomati magistrale con riserva che possono essere licenziati durante l’anno in seguito alle sentenze di merito;
  4. adeguamento normativa antincendio;
  5. trasporto scolastico;
  6. dirigenti scolastici e tecnici del Miur;
  7. proroga graduatorie concorso 2016;
  8. acquisti funzionali alle attività di ricerca;
  9. risorse destinate agli interventi di sostegno della ricerca.

Altri provvedimenti

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sarebbe soltanto il primo passo per migliorare il testo. Quelli descritti sopra hanno un carattere di straordinaria necessità ed urgenza non ulteriormente procrastinabile stante la situazione attuale. C’è poi tutta un’altra serie di misure che potrebbero essere adottate soltanto se riprendesse il dibattito parlamentare. Sul tavolo ci sono alcuni emendamenti relativamente alla possibilità di consentire la partecipazione ai pas ai docenti ‘ingabbiati’ e quelli legati ad una sessione bis del concorso riservato ai docenti della scuola primaria e dell’infanzia che non avevano le 2 annualità previste dal bando.

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L’appello

I contenuti di quell’Intesa conservano in ogni caso valenza strategica per le scriventi organizzazioni in materia di reclutamento e precariato, con l’obiettivo di contrastare la precarietà e dare giusto e legittimo riconoscimento all’esperienza di lavoro” si legge nel comunicato congiunto.

Nel frattempo, rendere pienamente attuativo un provvedimento che andrà comunque al vaglio del dibattito parlamentare è senz’altro da ritenersi soluzione opportuna e doverosa nei confronti di chi attende il riconoscimento di diritti e una risposta concreta al mondo della scuola al quale ogni Governo dovrebbe prestare la dovuta attenzione fino all’ultimo minuto del suo mandato.