Scuola, Nota Miur su diplomati magistrale inseriti in Gae con riserva

I numeri parlano chiaro. Un docente su 5 che salirà in cattedra per questo anno scolastico 2019/2020 sarà un supplente. I sindacati parlano di una stima di 170mila docenti precari che potranno avere una cattedra ma solo fino a giugno. La tanto declamata ‘supplentite’ (ricordate il ministro Stefania Giannini che aveva promesso di debellarla?) torna più che mai protagonista anche quest’anno. Anzi, la ‘supplentite’ si è persino ‘aggravata’ se consideriamo anche i 17mila posti vacanti che si sono creati per effetto dei prepensionamenti di Quota 100.

Supplenze, numeri da record

I numeri parlano chiaro, lo ripetiamo. A queste 17mila cattedre vuote, bisogna aggiungere le 23mila (su circa 53mila) che non è stato possibile coprire per ‘mancanza di aspiranti’. A questi vanno aggiunti i circa 6 mila posti vacanti ed esuberi per i quali il ministero dell’Economia e delle Finanze non ha autorizzato lo stanziamento delle risorse.
Finita qui? No, perché dobbiamo aggiungere i 15.232 docenti dell’organico di fatto, vale a dire quel personale docente che, ogni anno, varia a secondo del numero di studenti e delle caratteristiche delle classi.

In alcune regioni metà dei prof sono precari

Una parte ancora più cospicua, però, è rappresentata dalle cosiddette ‘deroghe del sostegno: si tratta di circa 65mila insegnanti che vanno a rafforzare l’organico a supporto di studenti disabili e con difficoltà dell’apprendimento. Non dimentichiamo i posti (poco meno di 2mila) lasciati liberi dai futuri presidi, coloro cioé che hanno vinto l’ultimo concorso. Altri 40mila cattedre riguardano comandi, distacchi, trasferimenti, malattie. Ci sono regioni, come Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna dove la situazione è davvero critica, si parla di regioni dove solamente la metà dei docenti sarà di ruolo. La carenza, ma questa non è una novità, riguarda soprattutto i professori di italiano e matematica alle scuole medie.