Sciopero Unicobas Personale ATA
Sciopero Unicobas Personale ATA

Ultime notizie 7/09, Sciopero del Personale ATA – Le richieste dei principali sindacati che tutelano gli interessi del personale ATA finiscono quasi sempre nel dimenticatoio. Questo comparto della pubblica amministrazione e della scuola rappresenta l’ultima ruota del carro in tutti i sensi. Per queste motivazione e con questa logica il sindacato Unicobas ha indetto il prossimo mercoledì 18 settembre una giornata di sciopero che coinvolgerà tutti i lavoratori facenti capo al personale Ata, al personale amministrativo, a quello tecnico e ausiliario.

Il prossimo 18 settembre il personale ATA protesterà davanti la Camera dei Deputati: le nostre richieste rimaste inascoltate anche dal governo del ‘cambiamento’

Scuolainforma non finisce mai di rimarcare l’importanza vitale del personale ATA per qualsiasi istituzione scolastica. Il buon funzionamento di una scuola è garantito dall’efficienza e dall’organizzazione delle segreterie. La stessa identica cosa vale per i collaboratori scolastici i quali aiutano e coadiuvano il delicato lavoro dei docenti.

Insomma, l’amministrazione di qualsiasi scuola è parte integrante della macchina burocratica e se il personale è carente le ripercussioni su tutto il funzionamento prima o poi si farà sentire. Tale principio purtroppo pare che sinora non sia stato affatto preso in considerazione dai precedenti governi, neanche da quello che avrebbe dovuto rappresentare il cambiamento. La giornata di protesta con l’astensione al lavoro dovrebbe ribadire lo stato di malessere che questo personale vive ogni giorno.

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Ad indire lo sciopero, fissato il prossimo 18 settembre, è stato il sindacato di base Unicobas; la protesta culminerà presso la sede della Camera dei Deputati. La sua ‘proclamazione si è resa necessaria in quanto sinora tutti i governi sono stati sordi alle richieste dei sindacati di settore’, così dichiarano i vertici sindacali Unicobas.

Le dichiarazioni di amarezza di Unicobas: “Noi trattati come personale di serie B, anche dal punto di vista economico”

Le dichiarazioni che accompagnano la proclamazione della protesta la dicono lunga sui motivi reali dello stop da qualsiasi attività del personale coinvolti: “I vecchi governi non hanno considerato le nostre richieste. Il Governo del “cambiamento” non ha mantenuto le promesse. Per noi le difficoltà aumentano ogni giorno! Siamo retribuiti come personale di serie B. Le Corti di Giustizia Europee hanno emesso quattro sentenze a noi favorevoli, dal 2011 al 2014, ma lo Stato italiano non ha adeguato la normativa!”.

Appuntamento quindi a Roma davanti la sede della Camera dei Deputati il prossimo mercoledì 18 settembre 2019.