Scuola, incontro Fioramonti-sindacati al Miur, ultime notizie: 'No a premi, sì a investimenti'
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Il neo ministro Lorenzo Fioramonti ha messo in primo piano la questione riguardante il decreto salvaprecari: la situazione, ormai, si trova in stand by dallo scorso 6 agosto, giorno in cui il Consiglio dei Ministri approvò il decreto con l’ormai famosa clausola ‘salvo intese’ che tante polemiche ha generato nell’ultimo mese.

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Il ministro Fioramonti ha già parlato del decreto salvaprecari

Un ‘salvo intese’, purtroppo, profetico visto che l’intesa tra la Lega e il Movimento 5 Stelle non è mai arrivata, con tutte le conseguenze politiche che il nostro Paese ha dovuto affrontare. Ora, la questione riguardante l’approvazione del decreto salvaprecari torna prepotentemente d’attualità, tanto più che lo stesso ministro Fioramonti ha dichiarato la sua intenzione di voler rimettere mano al testo. I sindacati, a questo proposito, hanno già alzato il pressing per far si che si arrivi ad una soluzione rapida e giusta.

La reazione dei sindacati

Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil, ritiene che sia ‘prioritario che il decreto su precari venga subito rimesso in campo: ci aspettiamo che il ministro dell’Istruzione Fioramonti ci convochi in tempi brevi anche per conoscere le sue opinioni sul provvedimento e capire i passi da compiere’.
Maddalena Gissi di Cisl Scuola è sulla stessa linea: ‘Ci auguriamo di avere quanto prima la possibilità di un diretto confronto, nel quale avremo modo di chiarire come ci sia assoluta urgenza di varare il decreto sui precari, senza modifiche tali da stravolgerne le finalità, una delle quali è riconoscere doverosamente il lavoro svolto precariamente per anni, lavoro grazie al quale la scuola è stata in grado di funzionare e che ora va stabilizzato con l’assunzione. Il ministro si dice pronto a stabilizzare i docenti che lo meritano, per me non c’è merito maggiore che aver messo la scuola in grado di rendere il proprio servizio’.
Ancor più diretto il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, secondo cui ‘se la casa brucia chiami i pompieri per spegnere l’incendio, non chiami l’architetto per ristrutturarla’.