Scuola, mobilità docenti ultime notizie: chiesto piano di rientro per insegnanti 'esiliati' da legge 107

Si torna a parlare della legge 107/2015, meglio conosciuta come ‘Buona Scuola‘. A questo proposito, il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani ha emesso un comunicato stampa, all’interno del quale si sottolinea la drammatica situazione scolastica che si riscontra nelle regioni meridionali, dove si è registrata la riduzione di iscrizioni più elevata.

Mobilità docenti ultime notizie: i dati drammatici riguardanti le regioni meridionali

Secondo il rapporto del Ministero dell’Istruzione, sui 69.256 alunni in meno (su scala nazionale) oltre 51mila sarebbero spariti nelle regioni del Mezzogiorno: 15.500 in meno in Campania, 11mila in Puglia.

L’emigrazione crescente, la riduzione delle nascite e il problema dell’emarginazione e del degrado sociale sono alla base di questa drammatica situazione.
Le proiezioni dell’Istat sulla popolazione residente indicano che, tra dieci anni, gli italiani in età scolare saranno 820mila unità in meno.

Chiesto piano di rientro per i docenti ‘esiliati’ dalla legge 107/2015

‘Il Coordinamento – si legge nella nota pubblicata dal Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani – vista la situazione di emergenza sociale e l’urgenza di sviluppare al più presto politiche attive di contenimento e miglioramento della situazione socio-economica meridionale chiede l’elaborazione di un piano di rientro per i docenti esiliati dalla legge 107/2015 e di finanziamento per incrementare risorse umane nelle zone più arretrate del Mezzogiorno nella maniera più tempestiva possibile.’
Nella nota, si sottolinea oltremodo come lo stipendio mensile di un insegnante in ingresso (se fuorisede) non è in grado di offrire un benessere economico decoroso alla famiglia. Si chiede, inoltre, il possibile utilizzo della Carta del Docente al fine di poter ammortizzare le spese relative ai viaggi che devono sostenere i docenti ‘esiliati’ o, in alternativa, un aumento stipendiale ‘che non sia risibile‘.