Assunzioni e supplenze nella scuola, degli ultimi anni.
Assunzioni nella scuola, degli ultimi anni.

Numeri che mostrano lo scarto fra assunzioni e posti vacanti, che devono andare in supplenza: è questo l’argomento del dossier della CIL scuola del 12 settembre. Una serie di numeri che illustrano ‘i limiti di una politica del reclutamento incapace di fare i conti con la realtà vera della scuola, rendendo cronica la supplentite che dice di voler combattere’.

Assunzioni e supplenze: la realtà mostrata in numeri

Nel dossier della CISL Scuola i numeri delle assunzioni e dei posti rimasti vacanti nel corso degli anni, costringono a riflettere. Per assicrare qualità e stabilità alla scuola, c’è per forza bisogno di cambiare qualcosa.

“Il numero delle assunzioni in ruolo autorizzate è legato, anno per anno, a diversi fattori, alcuni oggettivi (ad es. numero di cessazioni dal servizio), altri legati alle scelte di politica scolastica o di natura economico-finanziaria fatte da Governi e maggioranze pro tempore. Il picco del 2015/16 coincide con l’attuazione del piano di assunzioni della “Buona scuola”, che in realtà furono ben inferiori alle 102.734 autorizzate; un fenomeno che negli anni successivi si conferma e si accentua, come si vede sotto.

” Il numero delle supplenze conferite di fatto per l’intero anno scolastico (cioè quelle fino al 31 agosto, su posti vacanti, più quello delle supplenze fino al 30 giugno) segna a partire dal 2011/12, in cui si registrò una flessione rispetto all’anno precedente, un costante aumento, interrotto solo momentaneamente nell’anno del piano di assunzioni della legge 107/2015, per riprendere in modo costante negli anni successivi. Una tendenza che non accenna a diminuire e che porta l’area del precariato a coprire circa il 20% delle cattedre funzionanti.”

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