Le situazioni per i diplomati magistrali che saranno depennati dalle Gae, o che tra qualche mese avranno la stessa sorte a causa delle sentenze di merito negative, possono differire da caso a caso. Non tutti coloro che sono stati assunti in ruolo con riserva sono riusciti a formalizzare completamente il percorso. Continuano a pervenire alla redazione richieste di chiarimenti e lettere di protesta per le continue discriminazioni perpetrate a danno della categoria.

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La lettera

A proposito di ingiustizia ecco quella dei depennati dalle gae. Qualcuno ha già avuto il decreto e naturalmente non lavorerà ed altri invece accumuleranno servizio, punteggio e serenità economica, almeno per un anno.

Ma la plenaria non doveva escludere tutti? Non doveva essere uguale per tutti? I diplomi ante 2001 non sono uguali per tutti…dannazione!

Perché la giustizia non è uguale per tutti? Contro chi si può protestare? Contro la sfortuna? I giudici che fanno? E che cosa si deve pensare se in una provincia una sola docente viene depennata? Che la giustizia è un vuoto concetto? Il futuro è chiuso. Perché non parlate di questo nelle vostri articoli che una sentenza ricade sulla pelle delle persone che non hanno meritato nulla di più e nulla di meno delle altre ricorrenti che non sono state ancora giudicate e lavorano in pace?

Mi scuso ma contengo a stento la rabbia vorrei sapere chi “merita” subito una sentenza negativa e chi una positiva.

Come tutelare i propri diritti

In realtà la nostra testata ha già trattato questo argomento in diverse circostanze. La discriminazione subita dai diplomati magistrali ha trovato spesso ospitalità nella nostra rassegna stampa. Gli esiti di un ricorso purtroppo possono essere diversi gli uni dagli altri perché ogni tribunale mantiene la propria discrezionalità di giudizio. L’unico elemento comune è l’orientamento espresso sul caso dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Questo non vuol dire accettare supinamente la decisione dei giudici. I diplomati magistrali possono ancora far valere i propri diritti, purché questo venga fatto nelle sedi competenti

Questione cancellazione dai ruoli per l’effetto delle sentenze di merito negative del Tar

Ci sono due situazioni possibili;

  • aver discusso il colloquio finale con esito positivo (come da DM 631) ;
  • non aver fatto la discussione con valutazione finale.

Nel primo caso si può presentare ricorso d’urgenza impugnando il licenziamento. Nel secondo caso occorre un’azione di diffida/sollecito rivolta al dirigente scolastico affinché venga consentito all’interessato di concludere l’intera procedura. Questo passaggio è necessario per poter intraprendere un contenzioso con l’amministrazione onde opporsi al licenziamento. L’avvocato dovrà spiegare che il motivo del contendere non esiste più in quanto non ci si trovava più in Gae al momento dell’inserimento nei ruoli, sia pure con riserva.

A chi affidarsi

Questo è il dilemma più grande che affligge tutti i docenti che si trovano in questa situazione. Il rapporto di fiducia instaurato con il proprio avvocato deve essere la stella polare che guida il ricorrente. L’azione deve essere immediata affinché in tribunale possa essere validamente espresso il carattere di massima urgenza del ricorso. Se non si è ottenuta la valutazione finale con l’esito positivo dell’anno di prova, bisogna intervenire inoltrando immediata diffida al dirigente scolastico che non ne ha permesso la conclusione. Come già detto in precedenza non bisogna piangersi addosso ma reagire con prontezza. Di fronte all’obiezione che un ricorso ex articolo 700 c.p.c. costa caro (tra i 500 e i 1000 euro) la soluzione può essere quella di concordare con il proprio legale un pagamento a rate. Tenendo presente questa considerazione, oltre la pressoché totale certezza di non poter lavorare l’anno successivo a causa del depennamento, ciascuno potrà trarre la propria motivazione.

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