Il Miur continua a negare il riconoscimento dell’abilitazione ai docenti ci sono abilitati in Romania. La triste vicenda è oramai nota a tutti, grazie anche all’opera mediatica svolta dai docenti stessi che hanno contestato l’interpretazione capziosa data dal ministero della normativa vigente in questo paese. L’avvocato Mihaela Munteanu aveva fornito l’interpretazione corretta del ministero rumeno. Da viale Trastevere continuava ad arrivare il diniego al riconoscimento del titolo conseguito in Romania. Una nuova iniziativa di protesta davanti al Miur è andata in scena venerdì mattina. Ne parla anche la Gazzetta del Sud che così descrive la notizia.

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Il sit in davanti al Miur

Si è svolto ieri mattina il sit-in, organizzato dalla Federazione Nazionale Scuola e Formazione del SI.NA.L.P davanti la sede del Miur, a Roma, per chiedere il riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento conseguita da cittadini italiani in Romania.

I rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal direttore generale del Miur, dott.ssa Maria Assunta Palermo. “Abbiamo chiesto a gran voce un’azione tempestiva del Ministro, per garantire i circa 5.000 docenti italiani abilitati in Romania. Allo stato attuale un cittadino della Romania è più avvantaggiato di un italiano – ha dichiarato il segretario della Federazione Nazionale del SI.Na.L.P., Gaetano Giordano subito dopo la riunione -. Il SI.Na.L.P ha chiesto un autorevole intervento della politica italiana, che consenta a questo comparto di poter lavorare nel più breve tempo possibile.”

“La dirigente informerà il ministro delle nostre richieste e chiederemo un incontro allo stesso Fioramonti. Solo la politica – conclude – può sanare questa situazione”.