Scuola, supplenze fino al termine delle lezioni: quando spetta proroga contratto per scrutini ed esami, la scheda
Scuola, supplenze fino al termine delle lezioni: quando spetta proroga contratto per scrutini ed esami, la scheda

Prosegue il caos supplenze in molti istituti scolastici italiani, specialmente nelle regioni del Nord. Un nuovo caso si è verificato a Brescia, all’istituto tecnico industriale ‘Castelli’, dove si doveva procedere all’assegnazione di 224 posti d’insegnamento tecnico-pratico: gli aspiranti, come riporta ‘Il Giornale di Brescia’ nella sua edizione online, hanno dovuto fare i conti con un deludente cartello.

Insegnanti in fila per un posto e poi rispediti a casa

Rinvio a ‘data da stabilirsi’. Il rinvio sembra dovuto al fatto che l’assenza degli insegnanti tecnico-pratici sembra meno rilevante in questo momento, visto che svolgono il loro ruolo in compresenza con un altro docente. L’Ust, sindacati e dirigenza dell’istituto hanno concordato il rinvio, motivandolo con l’elevato numero di deleghe – oltre cinquemila – che ne rende difficile la lettura: per gli insegnanti tecnico-pratici si aggiunge il problema del contenzioso, che dà luogo a comunicazioni ‘non verificabili in tempo reale’. La nuova convocazione degli Itp è prevista a breve, ma dopo l’assegnazione degli incarichi su posti di sostegno dalle graduatorie dei non specializzati, ossia dopo il 2 ottobre.

Rabbia degli ITP: ‘Siamo carne da macello’

La reazione è stata quella di una profonda amarezza oltre che di rabbia tra i professori, diversi dei quali vengono da lontano. Il Giornale di Brescia ha raccolto la testimonianza di un precario, Ciro Monti, originario di Ischia, che ha svolto servizio di supplenza per 9 anni nelle scuole bresciane:
‘C’è gente che arriva da ogni parte d’Italia, ci si appoggia anche a strutture alberghiere. Siamo carne da macello – tuona il professore – Non è pensabile che questo nuovo sistema, che dovrebbe diventare un riferimento per tutta Italia, abbia di queste falle. Mentre il decreto Salvaprecari è ancora aria fritta, resto in stand-by’.
La preside dell’Istituto, Simonetta Tebaldini, ha commentato: ‘Quello che è accaduto è frutto di un problema che in Italia abbiamo da sempre e che si chiama burocrazia e lentezza nel giudizio da parte delle amministrazioni, in questo caso degli organi amministrativi del Tar e del Consiglio di Stato’.