Scuola, 'aspettando' i docenti TFA sostegno: continuano i casi di mancanza di insegnanti

Ha fatto scalpore la vicenda di F., studentessa disabile di 19 anni, iscritta da quattro anni in un istituto del Sassarese, che non può frequentare la scuola in quanto mancano gli insegnanti di sostegno. Così la madre, piuttosto che lasciare la figlia per intere mattinate su una sedia, da sola, ha deciso di ritirarla da scuola. La vicenda, come riporta l’agenzia di informazione Ansa, è stata denunciata su Facebook ed è divenuta virale in poche ore. Anche in una scuola media di Porto Torres, un’altra mamma ha deciso di tenere casa il figlio in quanto è stata garantita l’assistenza di un professore di sostegno solo per 7 ore la settimana.

Caccia al supplente senza specializzazione

Anche in Sicilia, la situazione si presenta particolarmente grave. Negli ultimi 5 anni c’è stato un aumento di circa 5mila alunni disabili certificati. Eppure, come riporta lasicilia.it, l’unica risposta è stata la caccia al supplente senza specializzazione. Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil Sicilia, sottolinea l’enorme difficoltà: ‘Sono centinaia i posti non ancora assegnati ai supplenti. Nella nostra regione la situazione non è tanto diversa dalla Sardegna’.

Su 717.202 alunni, iscritti nelle scuole siciliane di ogni ordine e grado, i disabili sono 27.623 (2.556 alla scuola dell’Infanzia, 10.012 alla Primaria, 7.472 alle Medie e 7.583 alle Superiori). Gli insegnanti di sostegno in organico sono 11.506. A questi vanno aggiunti i posti in deroga: 7.891 secondo gli ultimi dati aggiornati dall’Ufficio scolastico regionale. Per un totale di 19.397.

Mancano gli insegnanti di sostegno con la specializzazione: si fatica a trovare persino i supplenti

Rizza sottolinea che i ‘problemi sono sempre i soliti. In Sicilia mancano gli insegnanti in possesso della specializzazione e le scuole fanno fatica a trovare pure i supplenti, che un titolo non ce l’hanno ma vengono ricercati nelle graduatorie d’istituto per colmare i vuoti. Com’è noto i posti in deroga sul sostegno non possono essere coperti con i trasferimenti. Il che complica maledettamente tutto. Anche perché il Tfa sul sostegno si concluderanno a marzo del prossimo anno. Finora abbiamo chiesto invano al ministero dell’Istruzione di trasformare almeno il 50% dei posti in deroga in organico di diritto. Ciò consentirebbe ai docenti che stanno al Nord di rientrare, ma soprattutto di garantire la continuità didattica agli alunni disabili. C’è un’ulteriore beffa: con “quota 100” si sono liberati tanti posti: potendo scegliere però i supplenti optano per il posto comune anziché per il sostegno’.