Precari e diplomati magistrali in Gae
Precari e diplomati magistrali in Gae

Ancora una sorpresa per i diplomati magistrali che avevano fatto ricorso al TAR per l’inserimento in Gae. L’organo di giustizia amministrativa ha dato ragione ad un gruppo di ricorrenti. Molti di loro erano stati inseriti con riserva ma, diversamente da altri colleghi, si erano visti respingere la richiesta di cambio della provincia. Il TAR Lazio, con sentenza N. 07958/2019 ha dato ragione ai ricorrenti, concordando con la facoltà a sostituire le scuole.

Nelle motivazioni della sentenza è stato espresso il parere che da torto al MIUR in virtù delle migliori opportunità di impiego in dipendenza delle possibilità che si profilino in province diverse da quella prescelta in sede di iscrizione.

Situazione invariata per chi attende le sentenze di merito

Nelle more del nuovo pronunciamento del Tar viene precisato che il possesso del titolo di diploma magistrale non da diritto ad essere inseriti in Gae. In definitiva cambia dunque poco la situazione per tutti coloro i quali attendono ancora i pronunciamenti definitivi.

Sempre per amor di precisione va detto che questa specifica non è da intendersi in termini assoluti. Si tratta di una formula usata dai giudici perché il ricorso originario non era stato scritto bene. La natura abilitante del titolo non è assolutamente in discussione. Tuttavia va rimarcato come si sia compiuto un ulteriore atto discriminatorio nei confronti dei diplomati magistrali che avevano tutto il diritto di cambiare la provincia.

Nel segno della discriminazione

Si parla spesso di garantire la continuità didattica ai bambini. Spiace constatare comee il ministero e il governo dimentichino di attivare le opportune tutele in favore di questa categoria così tartassata di docenti. Quest’ultima sentenza del Tar ha il sapore di una beffa anche se non cambia niente dal punto di vista ‘assunzionale’. I sindacati torneranno nuovamente a parlarsi con il ministero per chiedere la proroga degli effetti del decreto dignità in favore di coloro che verranno depennati. L’attenzione dunque è rivolta tutta al prossimo tavolo. Speriamo di poter dare presto buone notizie.