Scuola, stipendi e CCNL ultime notizie
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Hanno destato scalpore le parole del ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, che, durante un suo intervento, ha dichiarato che i ‘tre miliardi aggiuntivi in un anno’ per la scuola non potranno esserci. Una frase che, naturalmente, è stata accolta con sarcasmo dal personale scolastico che, con quelle risorse, sperava almeno in un piccolo ritocco della propria busta paga, vista l’utopia degli stipendi dei colleghi europei.

Il ministro Gualtieri: ‘Non ci saranno i tre miliardi aggiuntivi per la scuola’

Il ministro dell’istruzione, Lorenzo Fioramonti, addirittura, appena insediato al Miur aveva minacciato le proprie dimissioni se non fossero arrivati i 3 miliardi di euro nella Legge di Bilancio 2020 e ora dovrebbe, per coerenza, mantenere la promessa…Certo è che i docenti e il personale Ata sono stufi di assistere ad uno stucchevole teatrino che va avanti da diversi anni: i loro stipendi restano praticamente ‘congelati’ mentre quelli dei parlamentari continuano ad essere spropositati. Tant’è. Di fronte a questa situazione, il sindacato Anief si chiede quali possano essere i presupposti per parlare di rinnovo di contratto: in sintesi, se non ci sono i soldi, che ci sediamo a fare al tavolo delle trattative?

Anief su rinnovo contratto: ‘Convocazione per cosa se non ci sono i soldi?’

Il presidente Marcello Pacifico ha commentato: ‘In questa situazione, vorremmo apprendere con quali risorse il Mef ha intenzione di convocare i sindacati in vista del rinnovo del contratto, scaduto lo scorso dicembre, per il quale il titolare dell’Economia ha invitato a iniziare le trattative. Con quali risorse – si chiede Pacifico – si potrà cominciare ad avvicinare gli stipendi dei Paesi europei? Come si recupera la perdita del potere d’acquisto? Senza una risposta chiara, si va verso lo sciopero generale”.
Intanto, Anief sottolinea l’importanza di recuperare l’indennità di vacanza contrattuale, nel periodo 2015-2018, mai corrisposta, e comunque l’esigenza di aggiornare l’indice dal 2019 al tasso IPCA reale, aggiornato rispetto alla crescita avvenuta negli ultimi dieci anni.

‘Si tratta di recuperare almeno 5 punti di stipendio mensili, al netto di quanto corrisposto dal 1° aprile, cento euro in più in attesa delle risorse per il rinnovo del CCNL.’