Diminuzione degli studenti
Diminuzione della popolazione scolastica, la condizione ottimale per abolire le classi pollaio

Diminuzione degli studenti, la previsione ormai è confermata. E’ un’occasione per espellere dal sistema formativo l’obbrobrio organizzativo delle classi pollaio, intraprendendo un percorso che si basa su un dato di fatto.

Diminuzione degli studenti, la prospettiva di una scuola light

Diminuzione degli studenti, ormai è una certezza. Fra nove anni e precisamente nel 2028 la scuola sarà light, cioè si presenterà più leggera. La nuova configurazione non sarà il prodotto di una serie decisioni politiche (Gelmini/Tremonti), bensì della contrazione delle nascite.
L’incertezza sul futuro ne è la causa. Questa si traduce  nella precarietà del lavoro, che quando c’è spesso dà un reddito inadeguato, nella mancanza di strutture di supporto per l’infanzia, nell’inadeguatezza dei congedi parentali e nella rigidità degli orari di lavoro.  Certo anche le scelte personali hanno un loro peso. Il mix impedisce, però, di stilare una  graduatoria sulle cause che hanno favorito il fenomeno delle culle vuote.

Una condizione da sfruttare per far ‘ripartire’ l’abolizione delle classi pollaio

Comunque, la contrazione delle nascite rappresenta la condizione ottimale da sfruttare per superare  le classi pollaio, obbrobrio organizzativo voluto dal duo Gelmini/Tremonti (2008-09), allo scopo di contenere e risanare il debito pubblico. Dove non è riuscita la proposta-Azzolina, possono farlo le circostanze favorevoli.
Infatti il Ddl  a prima firma di L.Azzolina (attuale sottosegretario al Miur), presentato nel luglio del 2018 e discusso agli inizi di quest’anno, è fermo! Parcheggiato su un binario morto, dopo i siluri lanciati da V. Aprea (FI) e A. Ascani (PD) circa le incompatibilità economiche. Lo stesso M5s pare abbia abbandonato la proposta-Azzolina con l’intento di riformularla economicamente  al ribasso. Ha dichiarato infatti Luigi Gallo (M5s), Presidente della Commissione cultura della Camera: “Abbiamo presentato un progetto di legge per affrontare nel complesso classi pollaio. Sappiamo che ha bisogno di molte risorse e infatti, stiamo lavorando ad una rimodulazione per intervenire sulle problematiche principali, dove il fenomeno si presenta più forte. Intervenire sulle emergenze e con cifre non elevatissime“.
Pessimo dietrofront e ulteriore conferma che l’istruzione è fortemente condizionata dall’economia.

Quali le prospettive?

A mio parere la proposta-Azzolina difettava di concretezza, cioè non indicava su quali aspetti reali intendeva partire per attuare il superamento delle classi pollaio. La contrazione delle nascite, rappresenta il dato oggettivo dal quale partire. A normativa vigente e in prospettiva si rischia di avere meno classi che potrebbero presentarsi più affollate.
Quindi cosa fare? Abolire esplicitamente quanto proposto dal D.M. 81/09, abbassando il numero degli alunni per classe. La scelta dovrà essere giustificata  dalla  diminuzione della popolazione scolastica.  Il parametro, però non potrà tener conto solo della presenza del diversamente abile (Proposta-Azzolina). Sarà necessario stabilire un parametro medio che tenga presente dei tanti allievi con BES o con DSA…
Certamente la proposta sarà esente da accuse di voler aumentare la spesa pubblica, come il Ddl Azzolina. Non rappresenterà, però il provvedimento ideale per i sostenitori del risanamento delle finanze pubbliche, in quanto non finalizzato al risparmio. Probabilmente su questo aspetto si concentreranno le critiche, che però riveleranno le vere intenzioni sul futuro dell’istruzione  nel nostro Paese.