La scuola entrerà in sciopero il prossimo 12 novembre. La decisione è stata assunta dal giovane sindacato ANIEF. Tra i motivi dello sciopero compare l’assoluta mancanza di attenzione a tutte le categorie dimenticate dall’intesa sul decreto salva precari, diplomati magistrali in primis. Nei diversi gruppi è già partito il Tam Tam mediatico per organizzare la mobilizzazione. All’evento sono attesi in migliaia. Qualcuno ha già prenotato il treno. Altri sì sono già organizzati con veicoli propri.

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Ecco i motivi

Non sono piaciute le dichiarazioni del ministro dell’Economia (Gualtieri) sul mancato finanziamento nella prossima legge di Bilancio dei 3 miliardi richiesti, invano, dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Fioramonti). Ma quello del fronte stipendiale non è l’unico problema che affligge il precariato. Nonostante la produzione di utili suggerimenti girati al ministro non c’è nessun intervento sulla questione dei diplomati magistrali. Per questo motivo sono stati tutti invitati a a incrociare le braccia e a manifestare.

Le richieste

Per l’occasione sarà elaborata e consegnata a tutti i gruppi parlamentari la piattaforma Anief per rilanciare lo status del personale della scuola, dell’università, dell’Afam e della ricerca da tradurre in proposte emendative in Parlamento durante l’iter di conversione del Decreto – Legge urgente di cui all’Intesa del 1° ottobre e del Disegno di Legge di Bilancio 2020-2022. Nei prossimi giorni, dopo le relative autorizzazioni da parte delle autorità competenti, sarà reso noto il luogo del sit-in / manifestazione nazionale.

La voce dei diplomati magistrali

Il dramma che i DM stanno vivendo rappresenta la sconfitta di uno Stato cosiddetto di Diritto, che di Diritto ormai non ha più neppure il nome. Uno Stato di Diritto dovrebbe assumere, non licenziare! Evidentemente, al CdS non erano coscienti del fatto che, col loro scellerato comportamento amenziale, avrebbero portato alla rovina migliaia di famiglie: molti di noi saranno costretti, ormai con i quaranta anni superati anche da un po’, a ricominciare da capo. Tra l’altro non sapremmo neppure cosa fare, poiché abbiamo imparato “solo” l’arte dell’insegnamento, che purtroppo in questo Paese è una colpa e non un valore!

Inoltre, non si capisce il perché di tanto accanimento nequitoso e irrazionale da parte della Giustizia amministrativa e di una parte della Politica nei confronti dei D.M.: pagheremmo per sapere i veri motivi di questa “caccia al D.M.”! Parliamo di insegnanti che da anni danno anima e corpo alla Scuola italiana, senza i quali sarebbe difficile mandarla avanti. Parliamo di professionisti che hanno basato il proprio futuro su quel posto di lavoro, sicuri che sarebbero rimasti a fare gli insegnanti, viste le 9 sentenze del CDS tutte positive; nessuno si sarebbe aspettato o immaginato che, dopo quattro anni di orientamento positivo e con 9 sentenze positive, la Giustizia amministrativa si sarebbe rimangiata tutto quanto da essa stessa stabilito negli anni precedenti! Forse non si è ben compreso che stavano decidendo di vite umane, di persone che lavorano per i figli, per i mariti disoccupati, per le mogli ecc.