Scuola, Miur condannato per 'danno da precariato': la nuova sentenza

Un’altra vittoria, quella ottenuta dai legali Anief, per la questione riguardante la reiterazione dei contratti a termine su posti vacanti oltre i 36 mesi di servizio. Il Tribunale del Lavoro di Verona ha accolto favorevolmente il ricorso presentato da tre docenti precari ‘storici’ della provincia di Verona che avranno diritto al risarcimento da parte del Ministero dell’Istruzione.

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Sentenza Tribunale di Verona condanna il Miur al risarcimento danni

Un caso ha riguardato persino un docente con 13 anni di servizio come precario: la sentenza parla di abuso evidente ‘in assenza di condizioni che potessero giustificare la reiterazione delle supplenze nello stesso istituto per un periodo così lungo e continuativo, su organico di fatto e di diritto, per almeno quindici ore settimanali e per non meno di otto mesi per ciascun anno scolastico’.
La sentenza ha ritenuto ‘congruo condannare l’amministrazione scolastica al risarcimento del danno pari a 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto’. Inoltre, è stato riconosciuto ai tre docenti  il diritto ‘al riconoscimento della progressione stipendiale in base all’anzianità di servizio maturata nei periodi di servizio con contratti a termine di almeno 180 giorni all’anno o dal primo febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio finale secondo quanto previsto dai vari CCNL succedutisi nel tempo in relazione al personale di ruolo’.

Anief, Marcello Pacifico su abuso contratti a termine: ‘Non si può più attendere oltre’

Il Miur è stato condannato al riconoscimento ai docenti al livello stipendiale corrispondente all’anzianità di servizio maturata con i contratti stipulati a termine ed al pagamento in favore degli stessi ‘delle eventuali differenze retributive maturate, oltre ad interessi legali dal dovuto al saldo’.
Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha così commentato: ‘Non si può più attendere oltre. Non appena formalizzata la nostra rappresentatività ci batteremo ai tavoli della trattativa, perché finalmente il personale precario abbia il pieno riconoscimento di tutti i diritti: la stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio, l’equiparazione stipendiale al personale di ruolo e i medesimi diritti anche riguardo le ferie, i permessi e le aspettative’.