Diplomati Magistrali, ancora depennamenti e nessun paracadute salvaprecari
Diplomati Magistrali, ancora depennamenti e nessun paracadute salvaprecari

Come era già stato preannunciato, si attendono entro dicembre 2019 i meriti dei ricorsi promossi dai Diplomati Magistrali riguardo lo scioglimento della riserva dell’inserimento nelle Gae o del ruolo già ottenuto. Purtroppo però il timore è che la maggior parte di essi siano negativi.

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Usp Bergamo, arrivano i depennamenti

Dopo Lodi è la volta di Bergamo. Infatti in data 14/10/2019 con nota n. 9007 e 9015 l’Ufficio Provinciale di Bergamo ha dato attuazione alle sentenze definitive 10969 e 10968 del Tar Lazio, disponendo il depennamento dei ricorrenti dalle Gae e dalla relativa I fascia G.I della scuola primaria e dell’infanzia.

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A ciò ne seguirà anche il licenziamento di quei ricorrenti che eventualmente siano stati assunti in ruolo con riserva.

Nella comunicazione viene inoltre precisato che nei confronti del presente provvedimento ciascun interessato potrà esperire i rimedi giurisdizionali e amministrativi previsti dall’ordinamento.

Si tratta del depennamento e/o licenziamento di un centinaio di insegnanti.

Le conseguenze per i Diplomati Magistrali

A seguito di ciò, in assenza della previsione dello scorso anno scolastico contenuta nel decreto salvaprecari che garantiva la continuità didattica al 30 giugno, gli insegnanti destinatari di merito negativo perderanno il ruolo (qualora fossero stati assunti a tempo indeterminato) e il posto ottenuto da Gae.

Coloro tra essi che nel 2017 erano riusciti ad inserirsi nella Seconda Fascia G.I, potranno a questo punto concorrere per eventuali supplenze, mantenendo la posizione ricoperta al momento dell’aggiornamento della predetta graduatoria. Invece coloro che nel 2017 non erano riusciti ad aggiornare la seconda fascia, avranno la possibilità di reinserirsi, ma in coda rispetto al resto degli iscritti.

Quanto ai posti lasciati vacanti dagli insegnanti Diplomati Magistrali depennati, sarà compito dell’Usp decidere se ricoprirli con nuove immissioni in ruolo o se rimetterli alle varie istituzioni scolastiche per l’assegnazione in supplenza.