Scuola, si infiamma la polemica sulla sicurezza dopo il dramma di Milano: 'Chi governa il Paese si assuma delle responsabilità'
Scuola, si infiamma la polemica sulla sicurezza dopo il dramma di Milano: 'Chi governa il Paese si assuma delle responsabilità'
Una vicenda singolare, quella che è accaduta a Giovanna Cristina Vivinetto, insegnante al liceo scientifico paritario ‘Kennedy’ di Roma. L’insegnante è stata assunta il 23 settembre ed è stata licenziata 20 giorni dopo: ufficialmente per motivi didattici, come riporta ‘Il Fatto Quotidiano’, ma secondo la professoressa i motivi sarebbero altri visto che Giovanna è un transessuale.
‘Il mio percorso è iniziato a 18 anni – ha dichiarato l’insegnante al ‘Fatto Quotidiano – Dal punto di vista chirurgico non è concluso ma a livello giuridico e legale sono Giovanna a tutti gli effetti per la legge.’ La prof non ha mai nascosto il suo ‘essere’, o meglio il suo ‘divenire’, tanto è vero che la sua nuova ‘situazione’ è stata riportata nel curriculum, quindi al momento dell’assunzione l’istituto era perfettamente a conoscenza di questo particolare.

Giovanna Cristina Vivinetto: ‘Ho messo subito le mani avanti’

‘Hanno subito messo le mani avanti dicendo che per loro non era un problema, anzi poteva essere una grande risorsa. Mi hanno chiesto di raccontare pure la mia storia – ha spiegato Giovanna – All’apparenza non c’erano problemi. C’è stato solo un confronto tra la preside e la proprietaria della scuola: la dirigente ha manifestato fin da subito delle perplessità’.

La prof ha dichiarato che il rapporto con i suoi studenti era ottimo, anche perché lei ha voluto subito raccontare la sua storia, apprezzata con sincerità dai ragazzi. Gli studenti, addirittura, si complimentavano con lei per le sue spiegazioni: forse, però, qualcuno si è andato a lamentare della sua transessualità.
La settimana scorsa, però, la prof si è assentata dal lavoro per malattia. ‘La preside mi ha riferito che in quei tre giorni molti alunni e genitori sono andati a lamentarsi della mia condotta, mi è stato detto che spiego in maniera troppo rapida ma sono indietro col programma; che le spiegazioni sono confuse; che divago moltissimo e soprattutto ho un modo di fare troppo da poeta e non da docente. Al tempo stesso ho una personalità troppo dominante. Eppure in quei 14 giorni in cui ho prestato servizio mai nessuno si è lamentato’.

La prof farà ricorso

In base a questi motivi è scattato il licenziamento. Un licenziamento ingiusto, secondo la prof: ‘Non si può dire a un docente neoassunto ‘ti licenzio’ perché sono venuti i ragazzi a lamentarsi che non sei all’altezza del tuo compito. Non è plausibile che dopo due settimane abbiano determinato le capacità di un docente tanto più alla prima esperienza. Andando ad esclusione restano solo due motivazioni valide, la mia malattia o il fatto di essere transessuale. A qualcuno non è andato bene che ci fosse un’insegnante così. Ora penso di fare ricorso per fare chiarezza. In questi giorni la scuola non si è esposta, ha ribadito solo la giustezza del licenziamento e che la mia accusa risulta a loro offensiva e sgradita. Non voglio sfruttare la mia categoria per fare vittimismo – conclude la prof – ma sarebbe stupido non considerarla tra le ipotesi’.