I docenti che hanno prestato servizio presso gli istituti paritari hanno il diritto di vedersi valutato il punteggio maturato nel corso della ricostruzione di carriera e mobilità. Questo è quanto stabilito dal tribunale di Napoli con sentenza del 2 ottobre 2019, che ha accolto il ricorso presentato dallo studio legale BFI, che ha riconosciuto l’esistenza di un “principio di generale equiparazione del servizio di insegnamento prestato dai docenti delle scuole paritarie con quello prestato nell’ambito delle scuole pubbliche”.

Docenti, ricostruzione di carriera: valido anche il punteggio nelle paritarie

Il tribunale di Napoli nord ha riconosciuto il diritto ad una ricorrente del riconoscimento del punteggio svolto all’interno delle paritarie in cui il diretto interessato ha prestato servizio. Questo al fine della ricostruzione di carriera e di mobilità. Il giudice ha pertanto ordinato al ministero dell’istruzione di collocare la ricorrente all’interno della posizione stipendiale corrispondente all’anzianità di servizio maturata secondo quanto disposto dal CCPL Comparto Scuola per il personale a tempo indeterminato.

Ne consegue, pertanto, che alla docente in questione dovranno essere disposte le differenze stipendiali maturate. Questo è quanto è possibile leggere all’interno del comunicato stampa inviatoci gentilmente dall’avvocato Antimo Buonamano. Una sentenza che conferma l’indivisibilità dell’istituzione scolastica e che va quindi a smorzare il netto (e ingiustificato) divario tra scuola pubblica e paritaria.

Insegnanti delle paritarie esclusi da concorso pubblico

Nonostante tutto, il MIUR dimostra di non considerare la scuola paritaria come parte integrante dell’istruzione italiana. Non a caso, già nel recente passato, lo stesso ministero aveva inizialmente tentato di escludere gli istituti paritari dai Pon. Adesso, l’esclusione tocca ai bandi riguardanti l’abilitazione all’insegnamento.

Una discriminazione che, come si legge da un articolo di Avvenire, tende ad escludere tutto ciò che non appartiene all’ambito statale, in barba al fatto che la scuola non-statale contribuisce ad un’adeguata istruzione di milioni di ragazzi italiani. Una questione che continuerà a far parlare di sé ancora per molto.