Scuola, il dramma della 'Pirelli' di Milano riaccende polemiche su sicurezza e sorveglianza bambini
Scuola, il dramma della 'Pirelli' di Milano riaccende polemiche su sicurezza e sorveglianza bambini

Il dramma accaduto nei giorni scorsi alla scuola elementare ‘Pirelli’ di Milano riaccende il dibattito sulla sicurezza delle scuole e sulla sorveglianza dei bambini. Il ‘Corriere della Sera’ ha riportato il giudizio di Antonello Giannelli, presidente dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi):
‘In Italia gran parte degli istituti è vetusta: hanno strutturalmente elementi che mettono a rischio la sicurezza di docenti e studenti. Sono datati, costruiti con canoni poco moderni. Se ad esempio la scuola di Milano dove è caduto il bambino non fosse stata vecchia, non avrebbe mai ospitato a un terzo piano studenti così piccoli. Le scuole dovrebbero essere tutte a piano terra, soprattutto quelle dell’infanzia e le primarie’.

Il dramma della scuola elementare ‘Pirelli’ di Milano riaccende le polemiche

C’è, comunque, da sottolineare come le scuole siano classificate come ambienti di lavoro e come tali devono sottostare alla normativa per la prevenzione degli infortuni: il decreto legislativo 81 prevede che il responsabile della struttura rediga un documento di valutazione dei rischi. Giannelli ritiene che sia molto difficile identificare tutti i rischi: ‘L’unico a conoscere veramente l’edificio è il tecnico dell’ente locale che è proprietario dell’istituto, ma che non è coinvolto. Responsabili di questo documento siamo noi presidi, che non siamo in grado di valutare: abbiamo già chiesto un incontro al viceministro Anna Ascani per la prossima settimana per modificare questa stortura’.

Carenza di personale

‘Il Corriere della Sera’ riporta anche le dichiarazioni del preside del ‘Liceo Carducci’ di Milano, Andrea Di Mario, a proposito del ruolo di insegnanti e collaboratori scolastici: ‘Ogni anno il dirigente scolastico emana una circolare nella quale elenca i compiti di sorveglianza a cui sono sottoposti in base all’articolo 2048 del codice civile e al decreto 81. In linea teorica – sottolinea Di Mario – lo studente deve essere sempre vigilato, da quando varca il portone di scuola al momento in cui esce: la circolare serve a chiarire tutte le regole che devono seguire insegnanti e collaboratori perché questa vigilanza non venga mai meno. È un obbligo contrattuale, che vale sempre, dalla palestra alla ricreazione’. Giannelli, però, sottolinea la carenza dei collaboratori scolastici in Italia: ‘Dovrebbero essere almeno 30 mila in più, se non ci fosse stata la spending review’.