Sostegno
Supplenze, posti di sostegno in deroga: graduatorie ed elenchi 2020/21

Per l’anno scolastico 2019/2020, all’inizio delle lezioni, numerosi istituti scolastici si sono ritrovati ad affrontare l’annosa questione della penuria di docenti di sostegno, una situazione molto grave se consideriamo che tale figura didattica assicura agli alunni con disabilità una perfetta inclusione all’interno del sistema scolastico.

Nota MIUR riguardante le MAD

Nonostante questo gravissimo problema, la nota Miur 37856.28-08-2018 stabilisce quanto segue, riguardo alle messe a disposizione sul sostegno: “le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti per posti di sostegno in alcuna graduatoria di istituto e per una provincia da dichiarare espressamente nell’istanza e, qualora pervengano più istanze, i dirigenti scolastici daranno precedenza ai docenti abilitati.
In ogni caso, le domande di messa disposizione rese in autocertificazione ai sensi del DPR
445/2000, eventualmente integrate se già presentate, devono contenere tutte le dichiarazioni necessarie per consentire la verifica puntuale dei suddetti requisiti da parte dei dirigenti scolastici, ivi compresi gli estremi del conseguimento del titolo di specializzazione”.

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Revisione del regolamento

Io mi chiedo perché, perché ad un docente specializzato sul sostegno, che ha fatto un concorso (una prova preselettiva, uno scritto ed un orale) 10 esami, tirocinio diretto ed indiretto e laboratori a frequenza obbligatoria (per un totale di circa 750 ore di formazione), deve essere negata la possibilità di inviare una messa a disposizione a livello nazionale ed in qualsiasi provincia. Il docente è uno e può prendere una sola cattedra; se (faccio un esempio) è negli elenchi di sostegno della Campania ma non trova una cattedra e vuole andare su una supplenza di sostegno in Lombardia (dove i docenti di sostegno sono degli sconosciuti), perché non può farlo?
È un regolamento incomprensibile che il MIUR dovrebbe quantomeno rivedere. E’ un regolamento che danneggia lo specializzato che, a mio avviso, deve avere la priorità su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla presenza o meno negli elenchi di sostegno di una singola provincia, ad accedere agli incarichi di sostegno.
Speriamo che il MIUR per l’anno prossimo riveda questo regolamento e lo renda più equo e giusto, in primis per gli studenti che possono avvalersi di figure specializzate ed in secondo luogo per i docenti che possono spendere al meglio il loro titolo di specializzazione.