Decreto scuola, Pittoni: 'PD e M5S temono di dover ammettere la loro incapacità'
Decreto scuola, Pittoni: 'PD e M5S temono di dover ammettere la loro incapacità'

Il senatore Mario Pittoni torna alla carica in merito all’approvazione del decreto scuola e il suo rallentamento nell’iter che dovrebbe portarlo alla sua ratificazione. In un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, il responsabile scuola della Lega teme che Partito Democratico e Movimento 5 Stelle possano inventarsi ‘pseudo soluzioni’ pur di ‘non darla vinta a logica e buon senso’. Il Presidente della VII commissione Istruzione del Senato ribadisce il fatto che basterebbe il reinserimento dei PAS, secondo l’accordo raggiunto in precedenza dal Miur e dai sindacati.

Decreto salvascuola, Pittoni torna alla carica sui PAS

‘Per sbloccare il decreto Scuola – scrive il senatore della Lega – a parte la questione DSGA facenti funzione posta dal ministero dell’Istruzione in modo troppo pasticciato per salvare esperienze preziose appellandosi al principio di buon andamento della pubblica amministrazione sancito dall’art. 97 della Costituzione, basterebbe reinserire i Percorsi abilitanti speciali, come da accordo Miur/sindacati che ha evitato lo sciopero generale.

Vedrete invece – prosegue Mario Pittoni – che M5S e PD percorreranno le strade più astruse pur di non darla vinta a logica e buon senso (non sia mai che si ascolti suggerimenti di avversari e categorie interessate!), inventandosi pseudo soluzioni destinate purtroppo solo ad aggiungere problema a problema’.

Pittoni: ‘Pur di fermare la Lega, il M5S pronto a concedere abilitazione docenti senza formazione?’

Nell’ultimo post pubblicato, il responsabile scuola della Lega si pone questa domanda: ‘Pur di stoppare Lega, M5S pronto a concedere abilitazione docenti senza formazione?’. Nei commenti, Pittoni parla di ‘concorso abilitante che non prevede formazione. Poi si riempiono la bocca di “qualità”…’ sottolineando, inoltre, che ‘senza percorso formativo (che garantisce qualità), l’abilitazione potrebbe non ottenere il riconoscimento europeo.’