Scuola, Di Maio parla di 'sciopero di venerdì indecente': CUB risponde per le rime
Scuola, Di Maio parla di 'sciopero di venerdì indecente': CUB risponde per le rime

Alcune dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso di un suo intervento alla trasmissione radiofonica ‘Un giorno da pecora’, stanno facendo parecchio discutere. Le parole del leader del Movimento 5 Stelle si riferiscono agli scioperi e al fatto che vengono spesso ‘programmati’ di venerdì.

Di Maio e le sue dichiarazioni sullo sciopero di venerdì

‘Sono stato ministro del Lavoro e sostengo sempre tutte le manifestazioni sul diritto del lavoro – ha dichiarato Luigi Di Maio – Però questa storia che alcuni sindacati fanno sempre sciopero il venerdì per il weekend lungo mi sembra ormai una questione che è indecente’.
Dichiarazioni che non potevano far altro che sollevare la protesta dei sindacati. Particolarmente ‘vivace’ la replica di CUB Scuola Università Ricerca, replica affidata alla portavoce nazionale, Giovanna Lo Presti: ‘È bene sperare che i nostri politici tornino in fretta con i piedi per terra – ha dichiarato l’esponente sindacale – chi sciopera reclama diritti che vede conculcati e rinuncia, in ogni caso, al pagamento  di una giornata di lavoro. Visto che le retribuzioni in Italia sono ridicolmente basse, rinunciare mediamente a 70 euro in busta paga non è sacrificio da poco.’

CUB: ‘Miseria salariale, precarietà, mancanza di democrazia sindacale’

‘Per limitarci alla scuola  – prosegue l’esponente di CUB – i Governi che si sono avvicendati tra il 2007 ed il 2018 hanno avuto il coraggio di tener fermi per un decennio gli stipendi di questi lavoratori, per poi sottoscrivere un contratto che ha portato un incremento del 3,48%; contratto scaduto quasi da un anno e che ci si avvia a rinnovare a costo (quasi) zero. È chiaro che questa, per Di Maio, non è una ragione sufficiente per scioperare. Accanto alla miseria salariale stanno poi altri problemi seri: la precarietà, le condizioni di lavoro, la mancanza di democrazia sindacale, l’inadeguatezza e la mancanza di sicurezza degli edifici scolastici.

L’elenco può continuare ed ogni categoria ha il suo cahier de doléances fitto fitto, pronto da presentare a chi voglia ben governare il nostro Paese. Lo sciopero lancia l’allarme, mette in evidenza lo stato di disagio lavorativo, protesta contro le ingiustizie in nome di un mondo più equo – conclude la nota sindacale – in cui i lavoratori non siano esposti al rischio, sfruttati e sottopagati.’