Il decreto salva precari, che conterrà anche il concorso straordinario, deve essere rivisto in tempi brevi. Al Miur riprende già da oggi il confronto sul disegno di legge collegato alla Legge di Bilancio, regolante i percorsi abilitanti a regime previsto dall’intesa del 1° ottobre.

La procedura ha subito uno stop dal Quirinale a causa dell’incostituzionalità dell’esclusione dei docenti delle scuole paritarie. Per inteso, questa non è l’unica stortura. Sono troppe le dimenticanze all’interno di un decreto che si voleva varare contrariamente a quanto indicato dai sindacati e dalle diverse opposizioni politiche.

Le misure allo studio

Le rappresentanze sindacali torneranno a far sentire la propria voce sin da subito affinchè vengano recepite le richieste di garantire la mobilità professionale dei docenti ingabbiati. Dovrà contemplare la possibilità per i dottori di ricerca di partecipare ad abilitazioni riservate e dovrà assicurare soluzioni ad hoc per i docenti di sostegno. Si conta di concludere il processo di revisione già entro questa settimana.

Il Ministero intende effettuare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale unitamente al concorso ordinario per la scuola primaria dell’infanzia che è già pronto. Nessuna volontà di avviare nuovi corsi Pas, come suggerito dal senatore Pittoni per superare lo scoglio del Quirinale. Si opterà semplicemente per far partecipare al concorso straordinario anche i docenti delle scuole paritarie al solo scopo di consentire loro di potersi abilitare.

Presto in CdM

A testimonianza della volontà di fare presto a correggere il decreto c’è il comunicato emesso dal ministero subito dopo la notizia dello stop imposto da Mattarella. In riferimento alle ultime notizie di stampa, si precisa che il decreto-legge licenziato dal Consiglio dei Ministri il 10 ottobre scorso sta proseguendo con regolarità il suo iter normativo.

Il provvedimento è in attesa di essere inviato alla firma del Capo dello Stato, dopo essere stato perfezionato in alcuni suoi punti, così come deciso nel corso del confronto della seduta del Consiglio dei Ministri, sempre dello scorso 10 ottobre.