Concorso Straordinario primaria e infanzia, tutela dell'invalidità

Girava per la scuola con bastone e martello posti all’interno di una borsa, generando panico tra colleghi e personale di segreteria. Atteggiamento minaccioso e imprevedibile quello di un docente dell’istituto tecnico Meucci di Legnaia (Firenze) divenuto peraltro il terrore degli studenti per il suo comportamento molto “sui generis”. A raccontare dettagliatamente l’episodio ai carabinieri è stato Luciano Maresca, preside della scuola in questione.

Il dirigente scolastico ha dichiarato: “Abbiamo un grosso problema. Ho fatto tutto quel che potevo fare”. Un prof di chimica molto problematico dal punto di vista psicologico. Ciò si evince dalle testimonianze di altri insegnanti: “È arrivato un supplente di chimica che è fuori di sé”.

Firenze, docente entra armato in classe: è stato sospeso

Come si legge da un articolo de La Nazione, il docente in questione risulta al momento sospeso. Per due settimane, a partire dallo scorso 9 dicembre, il direttore dell’ufficio scolastico Roberto Curtolo ha spiegato: “Abbiamo aperto un provvedimento disciplinare e comminato la sanzione”. Tuttavia, risulta che l’insegnante si sia lo stesso presentato a scuola.

Dinanzi a tale comportamento, il dirigente scolastico non ha potuto fare altro che chiamare le autorità. Curtolo ha assicurato: “Se al suo ritorno dovesse tenere altri comportamenti sanzionabili, procederemo di nuovo”. Il direttore dell’ufficio scolastico ha inoltre spiegato come siano elevate le tutele nei confronti dei lavoratori della scuola, anche nel caso in cui questi dimostrino avere un atteggiamento non consono.

Una situazione alquanto grave, da quello che si comprende, dato che genitori, prof ed alunni che hanno avuto il coraggio di parlare, hanno tuttavia preferito mantenere l’anonimato, per timore di ripercussioni. Un collega del docente sospeso ha raccontato: “Non sappiamo che reazione potrebbe avere. Alcuni di noi hanno bloccato le sue email da quanto sono offensive e deliranti”.

Il docente si è poi chiesto come il suo collega potesse tranquillamente lavorare presso l’istituto Meucci, nonostante il giudice avesse richiesto, pare, una perizia psichiatrica nei suoi confronti.