Bonus al merito e aumento stipendi
Bonus al merito e aumento stipendi

Con molta probabilità si è posto fine ad uno dei capisaldi della Legge 107/15 di Matteo Renzi tanto discusso: il bonus al merito dei docenti. Il famoso bonus al merito infatti finisce di scontentare tutti con la sua definitiva abolizione. A sancire tutto questo è servito un emendamento alla LdB a prima firma Bianca Granato (M5S) e approvato in Commissione Bilancio in Senato.

Primo step alla cancellazione del bonus al merito: approvato emendamento M5S in Commissione Bilancio al Senato

Di fatto, a partire da quest’anno le risorse destinate sinora al bonus della ‘discordia’ saranno destinate esclusivamente al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa di ogni singola istituzione scolastica. Non solo, ma le somme da destinare a tutto il personale (ATA compreso) saranno sottoposti alla contrattazione d’Istituto.

La novità più importante sta proprio in questo aspetto: i compensi spetteranno a tutto il personale scolastico (senza distinzione tra ruoli e comparti di appartenenza). Parliamo dunque dei tanti lavoratori che in questi anni hanno dovuto rinunciare ai loro compensi aggiuntivi per la mole di lavoro effettivamente svolto ma non retribuito per mancanza dei fondi necessari.

Dall’entrata in vigore la Legge 107/15 fino ad oggi tale bonus è stato gestito con molta discrezionalità dai Dirigenti Scolastici, attraverso il prezioso contributo (spesso solo di facciata) della Commissione di Valutazione che ha avuto il compito di stilare i criteri per l’attribuzione del bonus ai docenti. Su questo argomento però, bisogna precisare anche che l’approvazione del suddetto emendamento in Commissione Bilancio non risolve in maniera definitiva la spinosa questione dei compiti oggi attribuiti ai componenti della medesima Commissione.

Il silenzio sordo dei Sindacati sull’approvazione dell’emendamento per la cancellazione del bonus al merito docenti

Alla notizia dell’approvazione dell’emendamento in Senato i sindacati sono rimasti quasi del tutto indifferenti. Questo perché la maggior parte delle sigle sindacali avevano proposto durante le fasi delle trattative di far convogliare tutte le risorse destinate al “bonus al merito” su un fondo necessario ad incrementare le risorse destinate al rinnovo contrattuale. Le forze politiche che compongono la maggioranza di Governo però hanno bocciato questa ipotesi per i tanti veti posti in essere da ragioni di diversità di veduta. In forse rimane la cancellazione di altre due misure particolarmente importanti: “le norme sulla chiamata diretta e quella degli ambiti territoriali”.

Bisogna precisare, infine, che l’iter del disegno di legge di Bianca Granato è abbastanza lungo oltre che complesso. Il prossimo step prevede infatti l’esame del testo normativo e la sua definitiva approvazione in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Rimane apprezzabile in ogni caso l’impegno della parlamentare pentastellata per la soluzione proposta rispetto all’argomento legislativo di cui negli anni passati si è parlato in maniera del tutto negativa.