Decreto scuola ultime notizie: in arrivo Ok del Senato, gli emendamenti mancati
Decreto scuola ultime notizie: in arrivo Ok del Senato, gli emendamenti mancati

Il Governo ha posto la questione di fiducia in Aula al Senato al Decreto salvaprecari: l’esame in commissione a Palazzo Madama aveva fatto sì che venissero respinti tutti i nuovi emendamenti presentati. Ne deriva che il testo resterà immutato rispetto alla versione approvata alla Camera il 3 dicembre scorso. Il voto finale è previsto per la giornata di oggi, giovedì 19 dicembre.
Dunque, nessuna soluzione per i problemi relativi alla supplentite: questa l’amara conclusione del sindacato Anief che, in un comunicato pubblicato sul sito ufficiale, sottolinea come il Governo abbia oltre modo escluso dal provvedimento altre questioni importanti come i diplomati magistrali, i PAS (Percorsi Abilitanti Speciali), il concorso riservato agli insegnanti di religione di lungo corso, la stabilizzazione del personale Ata da assumere su tutti i posti vacanti e disponibili.
Tra poche ore il testo del decreto scuola sarà valutato dall’Aula del Senato della Repubblica per diventare legge dello Stato: si tratta dello stesso testo a quello licenziato dalla Camera il 3 dicembre scorso, identico.

Gli emendamenti mancati

Tra gli emendamenti bocciati ci sono anche quelli proposti a firma di Iannone (FdI) e De Petris (LeU-SI) e caldamente sponsorizzati da Anief come quello della riapertura delle graduatorie ad esaurimento e l’estensione del doppio canale di reclutamento con l’assunzione dei precari di seconda e terza fascia delle graduatorie di istituto provinciali, o quello dell’attivazione di procedure straordinarie anche per il personale dell’infanzia e primaria, quello per i docenti IRC, quello per i precari delle scuole paritarie – percorsi IEFP, oltre alla soppressione del vincolo dei 24 mila posti per le nuove graduatorie.

Anief, ‘Decisione irresponsabile del Governo’

Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha commentato amaramente quanto accaduto in Senato: ‘Il Governo con questa decisione si è reso artefice di una discriminazione palese, che condanna decine e decine di migliaia di lavoratori della scuola, i quali saranno costretti rimanere precari ancora per chissà quanto tempo. Si tratta di una decisione irresponsabile, che a nostro parere avrà anche gravi ripercussioni sul consenso popolare di un esecutivo che non tratta tutti i suoi cittadini allo stesso modo’.