Decreto scuola e diplomati magistrale

Con l’approvazione del decreto scuola vediamo dunque per chi varrà il blocco quinquennale della mobilità, in deroga al contratto collettivo nazionale di lavoro. Qualche giorno fa aveva suscitato clamore una notizia riportata da un quotidiano famoso risalente però al febbraio del 2019. In realtà vengono approvati di fatto due regimi differenti, a seconda dell’anno in cui si è fatto il concorso straordinario. Tale previsione si applica a decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020-2021.

L’obbligo di permanenza quinquennale è parimenti esteso anche:

– al personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado che supera il periodo di formazione e di prova del concorso straordinario secondaria;

– al personale docente ed educativo immesso in ruolo, su propria istanza, in territori diversi da quelli di pertinenza delle rispettive graduatorie qualora residuino posti vacanti e disponibili.

La modifica prevista dal comma 17-octies mira a rendere coerente le specifiche disposizioni già introdotte con riguardo a determinate categorie di docenti, attribuendo dunque una valenza generale all’obbligo di permanenza quinquennale. È salvo, dunque, chi ha fatto il concorso straordinario entro il 2019. Coloro che sono nelle graduatorie di merito regionali verranno immessi in ruolo non appena si verificherà la vacanza della cattedra.

Obbligo quinquennale per tutti i neoassunti dal 1° settembre 2020

Il comma 17-octies dell’articolo 1 del Decreto Scuola innalza da 3 a 5 anni scolastici di effettivo servizio – per tutti i docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato – l’obbligo di permanenza nella scuola di titolarità, a decorrere dall’anno scolastico 2020-2021, con alcune limitate eccezioni.

Si stabilisce altresì la decadenza da ogni graduatoria finalizzata alla stipula di contratti per il personale della scuola, una volta che il docente viene immesso in ruolo.

Il decreto stabilisce che tale norma non può essere derogata dai contratti collettivi nazionali sulla mobilità.

Fanno eccezione le assunzioni effettuate fino all’anno scolastico 2019/20, nelle quali alcuni docenti hanno il vincolo triennale (infanzia e primaria) e alcuni già quello quinquennale (scuola secondaria), a seconda la graduatoria da cui sono stati assunti in ruolo.

In dettaglio, il comma 17-octies stabilisce che i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solo dopo 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità. Tale previsione si applica a decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020-2021.