Decreto scuola e diplomati magistrale

Per i tanti diplomati magistrali che attendevano l’approvazione del decreto scuola, assume importanza la questione della proroga dei contratti stipulati fino al 30 giugno. Come si ricorderà, la scorsa estate, questo era stato uno degli argomenti più discussi al Ministero con le parti sociali. Il depennamento dalle Gae avrebbe comportato di fatto il licenziamento dei tantissimi diplomati magistrali assunti con riserva. In realtà, con l’approvazione del decreto scuola, chi nel frattempo ha avuto un incarico fino al 30 giugno potrà continuare a lavorare sullo stesso posto.

Proroga fino al 30 giugno 2020 dei contratti dei diplomati magistrale

Il testo è quello approvato dalla Camera il 3 dicembre scorso, con le modifiche apportate al concorso straordinario secondaria.

Un nuovo emendamento ha previsto di stralciare la parte “b) procedendo alla nomina dei soggetti che, per effetto delle decisioni giurisdizionali di cui al comma 1, acquisiscono il diritto a sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato. La predetta nomina ha decorrenza giuridica dal 10 settembre dell’anno scolastico di riferimento e decorrenza economica dalla presa di servizio, che avviene l’anno scolastico successivo;

Stralciata anche la parte “2. Ai fini della maturazione dei requisiti per l’accesso alla nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego, di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, i periodi di servizio di cui all’articolo 4, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, sono considerati come lavoro a tempo determinato”.

Tolto questo punto, verrebbe meno l’accordo stipulato tra Miur e sindacati il 18 ottobre 2019. Viene mantenuta solo la continuità didattica per i diplomati magistrale assunti con riserva da GaE e poi destinatari di sentenza negativa. Il loro contratto viene trasformato in supplenza al 30 giugno 2020.