L'ex ministro Fioramonti: 'Sulla scuola non possiamo più fare concessioni'
L'ex ministro Fioramonti: 'Sulla scuola non possiamo più fare concessioni'

Le dimissioni di Fioramonti saranno molto probabili. Un grande gesto, però, con risvolti preoccupanti. Il futuro della scuola è compromesso dalla presenza del liberismo che non permette all’istituzione formativa di uscire dalla gabbia del liberismo.

Le dimissioni di Fioramonti, quasi sicure

Fioramonti si dimette? Le “briciole di pane”, che il Ministro sta lasciando dietro di sé, confermano la decisione che sarà presa dopo l’approvazione della legge di Bilancio. Calendario alla mano, ogni giorno dopo il 29 dicembre sarà buono per la decisione di rimettere il mandato.
Quali sono “le briciole di pane” lasciate dal Ministro?
Innanzi tutto alcuni titoli di giornali  (versione cartacea e online), privi del punto interrogativo. Mi riferisco a “Il Fatto Quotidiano” (Fioramonti si dimette), “Libero.it” (Lorenzo Fioramonti si dimette, Conte informato…,), “Il Giornale.it (Fioramonti è pronto a dimettersi), “Il Messaggero.it” (Fioramonti verso le dimissioni)…
Di fronte a questi titoli il Ministro risponde in modo evasivo: “Sono qui e come potete vedere sto lavorando, sto lavorando…”
“L’ultima briciola di pane” è data dall’assenza del Ministro Fioramonti alla cena organizzata da G. Conte.

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Un plauso al Ministro, se l’intenzione di dimettersi diverrà realtà

Cosa dire? Stima per un uomo di cultura, prestato alla politica, mai integrato però nei suoi meccanismi, che quasi mai portano alle dimissioni. Fioramonti rappresenta l’ala movimentista dei Cinque Stelle. Il tratto politico consente di comprendere la sua personalità.
A dire il vero le sue probabili dimissioni non saranno le prime. Prima di lui c’è stato Tullio De Mauro (2001). Quelli venuti dopo il linguista si sono tenuti lontano dalla decisione di rimettere il mandato. In alcuni casi la loro presenza è stata puramente di amministrazione dell’esistente. Altri hanno invece inciso negativamente, facendo uscire il sistema scolastico dal dettame della Costituzione (una scuola formativa per tutti e ognuno).
Tutti accomunati dal desiderio di restare e apparire. È lo stesso Fioramonti a confermare questo atteggiamento poco battagliero dei suoi precedessori “Se prima di me ci fossero stati altri ministri pronti a mettere a rischio la loro carriera governativa per salvare i fondi, ora non starei minacciando le dimissioni”.

Le dimissioni un bel segnale, ma inutile

Se diverranno un atto concreto, le dimissioni rappresenteranno un interessante segnale di vicinanza al mondo della scuola. Dagli inizi degli anni ’90 (D.Lvo29/93, Carta dei servizi, autonomia scolastica…) l’istituzione scolastica è stata inserita in un processo di marginalizzazione che lo ha condotta prima a galleggiare e infine ad annegare (parole del Ministro Fioramonti). Da qui l’immagine di una scuola distrutta, inutile, fastidiosa…
La decisione del Ministro, però non risolverà nessuno dei problemi che affliggono la scuola. L’istituzione formativa è prigioniera del liberismo economico! Lo è perché è la stessa politica ad essere divenuta una dependance del credo del finanzcapitalismo (L. Gallino). I suoi più recenti alfieri sono stati la Riforma Moratti (2003), Gelmini (2009) e Renzi/Giannini (2015). Quest’ultima ha rappresentato l’atto finale di un processo di snaturamento e di consegna del sistema scolastico ai dettami del finanzcapitalismo.
Se pensiamo al colore politico del governo Renzi, assumono un sinistro significato le parole del filosofo ultramarxista E. Bloch. Egli affermava che per far accettare le riforme di destra è sufficiente presentarle con il colore della sinistra. il rosso!
Quindi dopo le rituali dichiarazioni di sostegno a Fioramonti, tornerà la bonaccia intorno alla scuola. Il primo atto sarà nominare una persona più coerente con i dettami del liberismo economico e che accetti il ruolo sottomesso e di esecutore di un sistema prossimo al collasso.