Scuola, Fioramonti non ci sta: parole al veleno contro tutti dopo le dimissioni

Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha dato le dimissioni con una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Secondo le indiscrezioni pubblicate, tra gli altri, dal ‘Corriere della Sera’, Fioramonti avrebbe spiegato al premier che il governo avrebbe dovuto rivedere la questione riguardante l’Iva, anche lasciando l’aumento dell’imposta, al fine di poter ottenere i 3 miliardi che il ministro chiedeva per il suo ministero.

Fioramonti si dimette, lettera al premier Giuseppe Conte

Fioramonti, di fronte al blocco dell’aumento, si sarebbe reso conto come non ci fosse l’intenzione di ottenere un maggior gettito e, di conseguenza, sarebbero venute a mancare le condizioni per proseguire il proprio mandato. Nella serata di ieri, fonti di Palazzo Chigi hanno confermato la lettera di dimissioni da parte del ministro Fioramonti.

Dimissioni Fioramonti non sorprendono

Di certo, non si tratta di una notizia inaspettata. Più volte l’esponente del Movimento 5 Stelle aveva ‘minacciato’ le proprie dimissioni, proprio a motivo della scarsità delle risorse stanziate dal governo a favore della scuola. Fioramonti, già dalle prime fasi del suo mandato, aveva sottolineato come i 3 miliardi di euro per il comparto scuola, fossero un elemento fondamentale ai fini della prosecuzione del suo mandato. Alcune settimane fa, proprio in merito alla sua promessa, venne chiesto al ministro se avesse ancora intenzione di dimettersi nel caso in cui le sue richieste fossero rimaste inascoltate: ‘Sono un uomo di parola’, rispose Fioramonti.
‘La scuola in questo Paese avrebbe bisogno di 24 miliardi – aggiunse il ministro – I 3 miliardi che io ho individuato, non sono la sufficienza’ ma rappresentano ‘la linea di galleggiamento’. La definitiva approvazione della legge di bilancio ha indotto Fioramonti a rassegnare le proprie dimissioni.