Scuola, lo sfogo di Lorenzo Fioramonti dopo l'addio al Miur
Scuola, lo sfogo di Lorenzo Fioramonti dopo l'addio al Miur

La coerenza di Fioramonti va elogiata! Punto. Certifica un’emergenza che la società non vuol vedere. Molte perplessità sui papabili alla successione. Nessun pregiudizio! A parlare è la loro biografia politica.

La coerenza di Fioramonti, una persona fuori dalla politica

La coerenza di Fioramonti deve essere accompagnata da una stretta di mano, va solo elogiata. Il gesto dell’ormai ex Ministro certifica la passione per la scuola che senza adeguati finanziamenti è destinata a rimanere sott’acqua (L. Fioramonti) e quindi a breve a morire. Un Paese che ha dimenticato il futuro,lascia andare via una persona che invece ha fatto della prospettiva la sua bussola.
L. Fioramonti aveva chiesto tre miliardi a fronte dei ventiquattro necessari per una scuola europea, dichiarando che quelle risorse rappresentano la linea di galleggiamento per il sistema formativo. In altri termini, le dimissioni di Fioramonti sono l’ultimo esempio della frattura intergenerazionale (non mi riferisco solo all’età) tra chi è ormai dentro il presente e chi investe sporge il suo sguardo alla progettualità.
Le sue dimissioni svelano il trucco politico di elogiare la scuola con fiumi di parole non seguita però dai fatti. Fioramonti si dimostra persona estranea a questo mondo, fatto solo di dichiarazioni, dibattiti, espressioni di quel vetrinismo, derivante dal pervasivo narcisismo. Questo si declina nella presenza continua nei mass media, basata sulle parole vuote e insignificanti, perché non seguite da atti concreti.

Occorre occupare la casella vuota con un nome

Ed ora cosa succede? Ovviamente occorrerà individuare il successore.
I nomi che si fanno, purtroppo non mi entusiasmano. La mia valutazione, ovviamente, non riguarda le persone, ma il loro profilo politico.
Detto questo, si fa il nome di Nicola Morra, Lucia Azzolina e Salvatore Giuliano. Tutti sono espressione del M5s che doveva rappresentare un momento di discontinuità con le politiche scolastiche degli ultimi ormai trent’anni (1990-2019).
Purtroppo non è stato così (no stipendi europei per i docenti, no classi pollaio…). Occorre aggiungere a questo quadro che successore di L. Fioramonti dovrà muoversi all’interno della spartana (per la scuola) legge di Bilancio 2020. Quindi amministrare l’esistente, più che a ipotizzare futuri…

Molti dubbi sui papabili alla successione

Ma sottoponiamo al microscopio i tre papabili, tenendo conto del loro passato, unico criterio che può certificare l’affidabilità politica.
N. Morra è professore di filosofia, quindi uomo di scuola. Politico che esprime l’ala movimentista dei Cinque stelle, come L. Fioramonti. La sua storia politica, però lo vede impegnato efficacemente come presidente della commissione antimafia. Quindi non si hanno elementi per valutarne l’azione come Ministro dell’Istruzione.
L. Azzolina, docente e da settembre 2019 Dirigente Scolastica. Proveniente dal mondo della scuola, ha rappresentato una grande speranza per la scuola. E purtroppo anche una delusione. Il suo atto politico più importante è stato il disegno di legge per superare le classi pollaio (5 luglio 2018), ma che a mio parere non ha sostenuto efficacemente. Infatti non c’è traccia nella legge di Bilancio 2020. A questo aggiungo che le sue ultime dichiarazioni, ma anche penultime, sono prive di qualunque riferimento alle classi pollaio. Quindi questa sua biografia politica ha significativamente ridotto il mio entusiasmo, espresso in passato.
S. Giuliano, purtroppo la sua presenza al Miur come sottosegretario di Bussetti è stata poco avvertita dai docenti. Quindi…Resta dopo le dimissioni di L. Fioramonti una scuola destinata al tramonto!